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Polemica sulle dichiarazioni del Sindaco

«In Comune a Genzano un sistema incancrenito». E si infuriano i dipendenti

Genzano, l'intervento del sindaco Daniele Lorenzon a Rimini, fa infuriare i genzanesi e i 123 dipendenti del Municipio, che sono «Pronti ad azioni di protesta». Domani pomeriggio secondo una nota dei sindacati unitari è prevista una assemblea del personale in comune, per discutere delle forti parole del primo cittadino su parentopoli e altri fatti che hanno chiamato in causa gli amministratori politici del passato.

Ecco cosa è successo. A Rimini alla recente Convention dei 5stelle Lorenzon sale sul palco invitato ad intervenire e svela una mini parentopoli in Comune, che si sarebbe verificata negli anni passati, che fa arrabbiare i dipendenti di Genzano pronti ad azioni di protesta. Ieri, in serata, interpellato da alcuni giornalisti di testate nazionali il sindaco ha detto: «Non c'era l'intenzione di colpire in maniera generalizzata i dipendenti comunali o la storia del mio paese, ma soltanto di denunciare un sistema incancrenito», dice in sostanza la nota del sindaco M5S, Daniele Lorenzon, 29 anni, da un anno e mezzo alla guida dell'ex Municipio a guida comunista per decine di anni .Alla festa nazionale del M5S era andato comunque giù molto duro, come si può vedere dal video postato su molti social network e che sta facendo il giro negli smartphone di migliaia di genzanesi, politici e non. «Mi metterò contro tutti i dipendenti, ma in Comune abbiamo scoperto che quello è il cugino o il fratello di quell'altro e quell'altro è il cognato dell'ex assessore. Siamo arrivati noi e abbiamo riorganizzato il personale, qualcuno è scappato: ho sul tavolo 20 richieste di mobilità, mai successo a Genzano» ha detto il sindaco a Rimini la settimana scorsa, sul palco, tra la folla che lo applaudiva. «Abbiamo vinto a Genzano - dice fiero nel video Lorenzon (che ha pubblicato l'intervento sul suo profilo Fb ) soprannominata la piccola Mosca perché per 72 anni ha avuto un governo di sinistra e il Pci prendeva l'80-90%. Siamo arrivati noi e abbiamo trovato un milione di euro di entrate gonfiate, c'erano in bilancio crediti inesigibili». Nei servizi pubblici locali il sindaco dice nel suo intervento di aver trovato un debito «di 753mila euro per il servizio mensa» internalizzato e alti costi del servizio scuolabus. Secondo Lorenzon, il contratto per lo scuolabus prevedeva «il trasporto di 180 bambini, che erano 180 bambini fantasma: l'ultimo anno, ad agosto, c'erano 78 iscritti. Gli autobus in pratica andavano in giro vuoti. Per fare la lotta agli sprechi abbiamo tagliato l'autobus vuoto». Ma le parole più dure il primo cittadino, le ha avute per i dirigenti e i dipendenti del Comune sulle «parentele» e sulle «indennità aggiuntive per particolari responsabilità, ben 45 su 123 dipendenti complessivi, le abbiamo ridotte a 20 e qualcuno si è arrabbiato». Il sindaco ha fatto anche sapere di essersi ridotto lo stipendio e di aver «rinunciato alle spese di rappresentanza di 8.000 euro l'anno, investite nell'arredamento scolastico». Infine il giudice di pace sfrattato perché «costava 40mila euro - dice e occupava locali pubblici». I sindacati e le Rsu, «per valutare iniziative di protesta», hanno indetto un'assemblea del personale per domani alle 15,30. Si sono mobilitati anche Cgil, Cisl e Uil che hanno inviato una lettera al sindaco: «Sprechi e concorsi non trasparenti vanno denunciati alla Procura». Opposizioni sul piede di guerra. «Il sindaco Lorenzon - dice Luca Lommi, consigliere comunale Articolo 1 - ha offeso la nostra città e i dipendenti comunali, stiamo organizzando una manifestazione perché non se ne può più di sentire queste offese alla nostra cultura e ai nostri cittadini». Flavio Gabbarini, capogruppo Pd in Consiglio, ex sindaco, aggiunge: «Il sindaco non sa che uno scuolabus si muove anche con 12 bambini a bordo, che spesso vengono da zone periferiche: questo significa svolgere un servizio pubblico e non lasciare a piedi i piccoli utenti, un servizio allargato che va' dato a tutti i residenti ». Sulla presunta parentopoli, le opposizioni minimizzano: «Il problema è demagogico e non esiste perché Genzano è una città piccola ed è probabile che nel corso degli anni ci possa essere qualche dipendente comunale parente dei numerosi amministratorii che si sono succeduti, così come avviene in tutti i piccoli paesi del mondo, nessuna parentopoli ». In serata Lorenzon ammorbidisce i toni e fa' sapere in una nota: «Stiamo ultimando la riorganizzazione del personale. Confronto e partecipazione sono fondamentali: solo con la concertazione e la condivisione è possibile gestire questa complessa fase di passaggio. È per questo motivo che dopo aver ascoltato le istanze dei dirigenti ho pianificato una serie di incontri con i dipendenti, che vedrò uno per uno già dalla prossima settimana, per meglio comprendere le loro esigenze. Da parte mia e dei consiglieri di maggioranza c'è la massima disponibilità alle istanze presentate dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali. I progetti dell'amministrazione vanno avanti grazie al prezioso lavoro che gli uffici svolgono quotidianamente, ed è per questo che siamo convinti che occorre essere intransigenti con coloro che non svolgono il proprio dovere. Saremo inflessibili nel controllare l'operato dei dirigenti, delle posizioni organizzative, di tutti i dipendenti. Vogliamo organizzare il lavoro con un calendario preciso da rispettare che deve riportare tempistiche, modalità e compiti ben precisi da assolvere per ogni soggetto coinvolto. Chi ama e conosce Genzano sa bene che la macchina amministrativa ha delle storture che è arrivato il momento di aggiustare». Dalla sede del Pd genzanese rispondono in una nota pubblica : “Un triste e volgare siparietto quello messo in scena dal sindaco Lorenzon durante l’adunata grillina di Rimini dove, chiamato a raccontare i grandi successi della sua amministrazione, non ha saputo fare altro che diffamare la storia del paese di cui si fregia del titolo di primo cittadino, la sua comunità e la stessa amministrazione che rappresenta. Capiamo perfettamente che se avesse provato a descrivere lo stato in cui versa Genzano dopo più di un anno di sapienti cure a cinque stelle, difficilmente avrebbe potuto strappare qualche applauso. Di certo non ci aspettavamo che davanti alla folla di adepti del M5S il Sindaco provasse a spiegare come la sua Giunta sia riuscita a produrre un bilancio di previsione con stime errate per oltre un milione di euro, o a quanto ammontino i tagli ai fondi per i servizi sociali, o di come abbia descritto lo stato in cui versa l’amministrazione il Vice Sindaco dimessosi da appena un mese, ma troviamo veramente intollerabile la derisione e lo spregio mostrati per la storia amministrativa di un paese da sempre eccellenza del territorio dei Castelli Romani. Conosciamo a memoria il disco rotto di accuse campate in aria rivolte al passato, e sebbene sia quantomeno stucchevole che dopo oltre un anno di governo il Sindaco non sia in grado di raccontare altro, è inammissibile che venga denigrata la storia di cui un’intera comunità è orgogliosa. Una vera e propria caduta di stile poi le parole rivolte verso il personale della sua stessa amministrazione, arrivando a metterne in discussione la professionalità e la diligenza utilizzando una battuta di dubbio gusto (ideata d’altronde dal suo capo-proprietario). Se il Comune di Genzano di Roma non riesce più a svolgere correttamente neanche l’ordinaria amministrazione, come dimostrano i ripetuti episodi di disservizi susseguitisi nell’ultimo anno, le colpe sono da attribuire in capo a chi avrebbe il compito di dirigere la macchina amministrativa. Invitiamo caldamente il Sindaco a chiedere scusa al personale dell’amministrazione comunale e a tutti i genzanesi per la sceneggiata messa in piedi e a dar prova di questa sua loquacità in Consiglio Comunale e nelle sedi istituzionali preposte dove, stranamente, a malapena riesce a pronunciare gli argomenti all’ordine del giorno.”

Tags: genzano  lorenzon  critiche 


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