Sono stati esplosi cinque colpi d’arma da fuoco contro la sede dell’associazione Quattro Torri di via Confalonieri, a Pomezia, che ospita anche la sede di Rifondazione Comunista, oltre al gruppo dello Sportello Donne, la Rete Antirazzista e ultimamente la raccolta di abiti e altri generi di prima necessità per i migranti.
«Un gesto vigliacco – dichiara Anna Mirarchi del Partito della Rifondazione Comunista -estraneo ad ogni logica e dialettica democratica, rivolto a tutte queste forme di solidarietà, di resistenza, di lotta, che lì in quella fucina prendono vita. Gli atti di violenza contro un’associazione, un partito, sono una grave ferita alla democrazia e alla vita sociale. Occorre la massima vigilanza per evitare che toni esasperati di scontro ideologico e la diffusa sfiducia nella politica inneschino, nella crisi sociale, nuovi minacciosi episodi di sfida alla libertà dell’organizzazione e dell’espressione politica e civile. Brutalità, violenza, intimidazioni sono estranee alla democrazia e devono essere combattute ogni giorno, con serietà e impegno civile. È dunque necessario indagare sulle origini di questo gesto, vigilando perché fatti come questi non si ripetano più. Per quanto ci riguarda, proseguiremo nel nostro impegno di sempre, a favore dei più deboli e per la nostra città».
«Un gesto vigliacco – dichiara Anna Mirarchi del Partito della Rifondazione Comunista -estraneo ad ogni logica e dialettica democratica, rivolto a tutte queste forme di solidarietà, di resistenza, di lotta, che lì in quella fucina prendono vita. Gli atti di violenza contro un’associazione, un partito, sono una grave ferita alla democrazia e alla vita sociale. Occorre la massima vigilanza per evitare che toni esasperati di scontro ideologico e la diffusa sfiducia nella politica inneschino, nella crisi sociale, nuovi minacciosi episodi di sfida alla libertà dell’organizzazione e dell’espressione politica e civile. Brutalità, violenza, intimidazioni sono estranee alla democrazia e devono essere combattute ogni giorno, con serietà e impegno civile. È dunque necessario indagare sulle origini di questo gesto, vigilando perché fatti come questi non si ripetano più. Per quanto ci riguarda, proseguiremo nel nostro impegno di sempre, a favore dei più deboli e per la nostra città».
05/01/2015























