Il bollettino degli incidenti stradali che avvengono ogni giorno in Italia sembra quello di una cruenta guerra che mai si arresta e che stronca migliaia di vite umane l’anno, rendendone ancora di più gravemente invalide.
Una situazione così drammatica viene specialmente causata, si asserisce giustamente, da strade poco curate nella manutenzione e nella segnaletica orizzontale e verticale, ma anche da norme del vivere civile, previste dal Codice della Strada, che i più ignorano e che raramente vengono sanzionate, come: auto in sosta sul marciapiede, fin sotto i semafori o all’interno delle rotatorie, in doppia ed in tripla fila, perfino dove c’è il segnale di divieto di fermata, specie vicino alle scuole; spesso non vengono rispettati i limiti di velocità o i divieti di sorpasso; si passa accelerando col rosso semaforico, tagliando in diagonale gli incroci, non dando le dovute precedenze, ignorando segnali di stop, i sensi unici, obblighi e divieti vari, falciando pedoni che attraversano sulle strisce pedonali; tanti ancora non indossano le cinture di sicurezza e, mentre guidano, colloquiano e messaggiano col cellulare; bimbi trasportati in auto senza apposito seggiolino, oppure in braccio al genitore che guida! Per non citare i casi di vera e propria patologia, quali autisti ubriachi o dediti a sostanze stupefacenti… Per limitarmi alle manifestazioni di inciviltà più gravi, aggiungo che tanti ciclomotoristi, ciclisti e pedoni non si comportano meglio: ragazzi sfrecciano in due e perfino in tre su un motorino, senza casco oppure con caschi non omologati e mai allacciati, slalomando nel traffico, imitati da ciclisti che magari fanno impennate, mentre sempre più pedoni, perfino con bimbi per mano, paiono ubbidire a due precisi comportamenti suicidi, non rispettare le luci semaforiche e attraversare fuori dalle strisce pedonali!
Se tale è la situazione, non dobbiamo neppure meravigliarci del gran numero di incidenti stradali che ogni giorno uccidono o rendono invalide tante persone. Cosa fare per porvi rimedio? Le istituzioni che hanno il dovere di mettere in sicurezza la viabilità dovrebbero prioritariamente assumere indispensabili misure di prevenzione: strade ben asfaltate, pulite regolarmente, illuminate almeno agli incroci, con segnaletica orizzontale e verticale in ottimo stato, guardrail ai bordi delle extra urbane più critiche, all’occorrenza istituzione di dissuasori della velocità, di autovelox , di telecamere di sorveglianza sulle strade. Là dove quanto sopra viene attuato sistematicamente l’incidentalità sulle strade diminuisce, quindi occorre proseguire dappertutto con tali misure preventive, che, sì, hanno un alto costo economico, ben ripagato però, se anche una sola vita viene salvata dalla morte o dall’invalidità.
Ma l’azione da compiere è soprattutto di carattere educativo, specialmente fra i giovanissimi, oggi utenti della strada come pedoni, ma domani ciclisti, motociclisti ed automobilisti. Sarebbe perciò necessario che l’“Educazione stradale” divenisse materia obbligatoria nelle scuole di ogni ordine e grado, non però svolta teoricamente, con interrogazioni e valutazioni in pagella, ma in forma pratica, con esercitazioni anche tecnologiche interattive, da svolgersi dentro e fuori la scuola, con l’aiuto di esperti qualificati.
Quante iniziative potrebbero essere realizzate per un’efficace educazione stradale a scuola e quante vite potrebbero essere salvate, soprattutto di giovani, assodato che per loro l’incidente stradale rappresenta la prima causa di morte! Mai risulterebbero eccessivi gli sforzi che venissero intrapresi per dare a tutti la consapevolezza dei rischi che si corrono sulle strade, specialmente quando non si adottino le dovute precauzioni e non vengano sempre integralmente rispettate le norme del Codice della Strada.
Fin qui il cosa fare per prevenire gli incivili comportamenti sulla strada responsabili di tanti lutti, ma a mio avviso occorre, purtroppo, anche una attenta e severa azione correttiva e repressiva nei riguardi dei trasgressori. A Latina, per esempio, e chissà in quanti altri Comuni d’Italia, è raro incontrare un tutore dell’ordine che controlli la regolarità del traffico nel centro cittadino e in punti nevralgici delle strade extraurbane, elevando sacrosante multe ai responsabili di eccesso di velocità, di sorpasso non consentito o di altre gravi infrazioni. Certo l’azione repressiva non risulterebbe valida se non fosse preceduta ed affiancata da una sistematica azione preventiva ed educativa, però anche il timore per una probabile multa sostanziosa potrebbe ottenere un sostanziale effetto dissuasivo al comportamento incivile così diffuso oggi sulle strade.
Perciò prevenzione educativa e puntuale repressione sono le azioni indispensabili che auspico vengano intensificate per ridurre drasticamente la strage quotidiana che avviene sulle nostre strade. Ma nel frattempo sia un impegno per tutti comportarci correttamente sulle strade: se vogliamo, ci riusciamo senza sforzo e senza che nessuno debba insegnarci niente.
Una situazione così drammatica viene specialmente causata, si asserisce giustamente, da strade poco curate nella manutenzione e nella segnaletica orizzontale e verticale, ma anche da norme del vivere civile, previste dal Codice della Strada, che i più ignorano e che raramente vengono sanzionate, come: auto in sosta sul marciapiede, fin sotto i semafori o all’interno delle rotatorie, in doppia ed in tripla fila, perfino dove c’è il segnale di divieto di fermata, specie vicino alle scuole; spesso non vengono rispettati i limiti di velocità o i divieti di sorpasso; si passa accelerando col rosso semaforico, tagliando in diagonale gli incroci, non dando le dovute precedenze, ignorando segnali di stop, i sensi unici, obblighi e divieti vari, falciando pedoni che attraversano sulle strisce pedonali; tanti ancora non indossano le cinture di sicurezza e, mentre guidano, colloquiano e messaggiano col cellulare; bimbi trasportati in auto senza apposito seggiolino, oppure in braccio al genitore che guida! Per non citare i casi di vera e propria patologia, quali autisti ubriachi o dediti a sostanze stupefacenti… Per limitarmi alle manifestazioni di inciviltà più gravi, aggiungo che tanti ciclomotoristi, ciclisti e pedoni non si comportano meglio: ragazzi sfrecciano in due e perfino in tre su un motorino, senza casco oppure con caschi non omologati e mai allacciati, slalomando nel traffico, imitati da ciclisti che magari fanno impennate, mentre sempre più pedoni, perfino con bimbi per mano, paiono ubbidire a due precisi comportamenti suicidi, non rispettare le luci semaforiche e attraversare fuori dalle strisce pedonali!
Se tale è la situazione, non dobbiamo neppure meravigliarci del gran numero di incidenti stradali che ogni giorno uccidono o rendono invalide tante persone. Cosa fare per porvi rimedio? Le istituzioni che hanno il dovere di mettere in sicurezza la viabilità dovrebbero prioritariamente assumere indispensabili misure di prevenzione: strade ben asfaltate, pulite regolarmente, illuminate almeno agli incroci, con segnaletica orizzontale e verticale in ottimo stato, guardrail ai bordi delle extra urbane più critiche, all’occorrenza istituzione di dissuasori della velocità, di autovelox , di telecamere di sorveglianza sulle strade. Là dove quanto sopra viene attuato sistematicamente l’incidentalità sulle strade diminuisce, quindi occorre proseguire dappertutto con tali misure preventive, che, sì, hanno un alto costo economico, ben ripagato però, se anche una sola vita viene salvata dalla morte o dall’invalidità.
Ma l’azione da compiere è soprattutto di carattere educativo, specialmente fra i giovanissimi, oggi utenti della strada come pedoni, ma domani ciclisti, motociclisti ed automobilisti. Sarebbe perciò necessario che l’“Educazione stradale” divenisse materia obbligatoria nelle scuole di ogni ordine e grado, non però svolta teoricamente, con interrogazioni e valutazioni in pagella, ma in forma pratica, con esercitazioni anche tecnologiche interattive, da svolgersi dentro e fuori la scuola, con l’aiuto di esperti qualificati.
Quante iniziative potrebbero essere realizzate per un’efficace educazione stradale a scuola e quante vite potrebbero essere salvate, soprattutto di giovani, assodato che per loro l’incidente stradale rappresenta la prima causa di morte! Mai risulterebbero eccessivi gli sforzi che venissero intrapresi per dare a tutti la consapevolezza dei rischi che si corrono sulle strade, specialmente quando non si adottino le dovute precauzioni e non vengano sempre integralmente rispettate le norme del Codice della Strada.
Fin qui il cosa fare per prevenire gli incivili comportamenti sulla strada responsabili di tanti lutti, ma a mio avviso occorre, purtroppo, anche una attenta e severa azione correttiva e repressiva nei riguardi dei trasgressori. A Latina, per esempio, e chissà in quanti altri Comuni d’Italia, è raro incontrare un tutore dell’ordine che controlli la regolarità del traffico nel centro cittadino e in punti nevralgici delle strade extraurbane, elevando sacrosante multe ai responsabili di eccesso di velocità, di sorpasso non consentito o di altre gravi infrazioni. Certo l’azione repressiva non risulterebbe valida se non fosse preceduta ed affiancata da una sistematica azione preventiva ed educativa, però anche il timore per una probabile multa sostanziosa potrebbe ottenere un sostanziale effetto dissuasivo al comportamento incivile così diffuso oggi sulle strade.
Perciò prevenzione educativa e puntuale repressione sono le azioni indispensabili che auspico vengano intensificate per ridurre drasticamente la strage quotidiana che avviene sulle nostre strade. Ma nel frattempo sia un impegno per tutti comportarci correttamente sulle strade: se vogliamo, ci riusciamo senza sforzo e senza che nessuno debba insegnarci niente.
15/01/2015





















