Nuova aggressione da parte di un detenuto marocchino ai danni di un Ispettore e di un assitente capo di polizia penitenziaria del carcere di Velletri.
Il delegati del Si.P.Pe. (Sindacato Polizia Pentenziaria) del penitenziario di Velletri, Carmine Olanda e Ciro Borrelli denunciano ancora una volta in che condizioni lavorano gli Agenti nel penitenziario di Velletri: «Non è possibile che a distanza di poco tempo dall’ultima aggressione ai danni dei colleghi risucceda la stessa cosa, c’è qualcosa che non funziona, forse i detenuti hanno capito che noi Agenti abbiamo poca autorità e per questo motivo si sentono autorizzati a pretendere le cose senza tenere conto di trovarsi in carcere per scontare una pena. Nel tardo pomeriggio del 4 maggio dopo due lunghe ore di discussione, un detenuto marocchino pretendeva con forza di non rientrare nella propria cella e per costringere gli Agenti ad allontanarsi si scagliava contro la finestra rompendo il vetro per procurarsi uno spezzone di vetro e aggredire gli Agenti presenti. Al momento della aggressione era presente anche il comandante che cercava in tutti i modi di riportarlo alla ragione, ma è stato inutile: il detenuto si scagliava violentemente contro tutti, all’evento erano presenti anche alcuni colleghi smontanti dal turno che vedendo l’emergenza si sono trattenuti per dare supporto». L’ispettore e l’Assistente capo hanno avuto la peggio e sono stati accompagnati al pronto soccorso dell’ Ospedale di Velletri con delle ferite alla testa riportando una prognosi di 7 giorni s.c. «Noi sindacalisti del Si.P.Pe. chiediamo con forza a tutta la classe dirigente e Politica che ci venga data più autorità e tutela nella gestione dei detenuti, in modo da fare passare il messaggio che il carcere non è un albergo a 5 stelle».
Il delegati del Si.P.Pe. (Sindacato Polizia Pentenziaria) del penitenziario di Velletri, Carmine Olanda e Ciro Borrelli denunciano ancora una volta in che condizioni lavorano gli Agenti nel penitenziario di Velletri: «Non è possibile che a distanza di poco tempo dall’ultima aggressione ai danni dei colleghi risucceda la stessa cosa, c’è qualcosa che non funziona, forse i detenuti hanno capito che noi Agenti abbiamo poca autorità e per questo motivo si sentono autorizzati a pretendere le cose senza tenere conto di trovarsi in carcere per scontare una pena. Nel tardo pomeriggio del 4 maggio dopo due lunghe ore di discussione, un detenuto marocchino pretendeva con forza di non rientrare nella propria cella e per costringere gli Agenti ad allontanarsi si scagliava contro la finestra rompendo il vetro per procurarsi uno spezzone di vetro e aggredire gli Agenti presenti. Al momento della aggressione era presente anche il comandante che cercava in tutti i modi di riportarlo alla ragione, ma è stato inutile: il detenuto si scagliava violentemente contro tutti, all’evento erano presenti anche alcuni colleghi smontanti dal turno che vedendo l’emergenza si sono trattenuti per dare supporto». L’ispettore e l’Assistente capo hanno avuto la peggio e sono stati accompagnati al pronto soccorso dell’ Ospedale di Velletri con delle ferite alla testa riportando una prognosi di 7 giorni s.c. «Noi sindacalisti del Si.P.Pe. chiediamo con forza a tutta la classe dirigente e Politica che ci venga data più autorità e tutela nella gestione dei detenuti, in modo da fare passare il messaggio che il carcere non è un albergo a 5 stelle».
05/05/2015




















