«Il numero scelto per Ardea è stato volutamente ridotto rispetto ad analoghe ospitalità dei Comuni vicini (molti dei quali già li ospitano) – fanno sapere dall’Amministrazione rutula – Si tratta di rifugiati: cioè di persone che richiedono ospitalità per discriminazioni razziali, politiche o religiose avute nei loro Paesi d’origine (dunque, con dirette violazioni dei diritti umani) la cui posizione e tutela è stabilita a livello internazionale dalla Convenzione di Ginevra. Il loro diritto di asilo è riconosciuto dall’articolo 14 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e, a livello italiano, dall’articolo 10 della Costituzione, secondo il quale “lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto di asilo nel territorio della Repubblica”».
Il Comune fa sapere di aver appreso la notizia nel corso di una riunione che ha visto la presenza della viceprefetto Vaccaro. Lo Stato, secondo l’Amministrazione, avrebbe infatti coinvolto nella decisione solo la Prefettura e il privato che si occuperà di ospitare i migranti. «Nella riunione alcuni sindaci – tra cui quello di Ardea, Luca Di Fiori – hanno espresso la loro contrarietà per questioni di tenuta sociale della Comunità. Il viceprefetto Vaccaro ha sottolineato come si tratti di una esigenza di solidarietà che sta riguardando l’intera nazione. Il sindaco – dichiarano dal Comune – ha chiesto e ottenuto un incontro formale con il prefetto di Roma Franco Gabrielli, che avverrà lunedì prossimo. I rifugiati alloggeranno in una struttura privata: la società proprietaria ha partecipato al bando emesso dalla Prefettura stessa per la ricerca dei locali. La struttura sarà gestita da una cooperativa sociale, scelta dalla Prefettura stessa a cui è stato assegnato il lotto legato ad Ardea».




















