I militari l’hanno bloccata in flagranza di reato, dove aveva appena “alleggerito” un turista siciliano del proprio portafogli. L’uomo, che non si era accorto di nulla, ha inteso sporgere denuncia querela per i fatti accaduti e dopo aver ringraziato i Carabinieri ha potuto riprendere il suo tour turistico. Dagli accertamenti effettuati alla Banca Dati delle forze di polizia è emerso che la giovanissima, quanto scaltra borseggiatrice, annoverava ben 53 precedenti specifici riguardanti tutti reati commessi nella Capitale. Sempre secondo la banca dati, il primo reato della bambina – perché tale è – p stato commesso all’età di nove anni.
Priva di documenti, è stata identificata ma non ha voluto fornire il nome di un genitore o di un tutore a cui affidarla. Per questo, attraverso la S.O.S. (Sala Operativa Sociale) del Comune di Roma è stata collocata presso un centro di prima accoglienza e contestualmente è stata inoltrata una segnalazione al Tribunale per i Minorenni. Verosimilmente, come confermano i Carabinieri della Compagnia Roma Centro, la 13enne si allontanerà entro brevissimo in maniera volontaria per far ritorno ad Aprilia. Tecnicamente non è imputabile e, per la legge, è come se non avesse compiuto alcun reato. Questo è un dato di fatto contro cui quotidianamente si scontrano le Forze dell’Ordine che fermano alle stazioni di Aprilia e Termini gruppi di rom che vivono grazie a borseggi, elemosine e furti.























