Una donna e per di più giovane, originaria di Reggio Calabria, oggi incassa una promozione frutto di esperienza e ottimo lavoro.
L’ingresso delle donne nelle forze armate risale a poco più di 20 anni fa (il servizio militare femminile effettivo, su base volontaria, è stato introdotto con la legge delega nel 1999 e i primi arruolamenti risalgono al 2000). Da allora sono sempre di più le donne che hanno fatto carriera, ma il gap da recuperare è ancora lungo.
I ruoli di vertice, come accade poi nel mondo civile, sono ancora spesso occupati da uomini. In questo quadro è ancora più importante sottolineare il risultato di Margherita Anzini. Il neo comandante, figlia di un maresciallo della Guardia di Finanza, Margherita Anzini ha intrapreso la carriera militare da giovanissima: dopo il diploma al liceo scientifico di Reggio Calabria, nel 2001 ha partecipato al primo concorso della Benemerita aperto anche alle donne.
Dall’anno successivo frequenta la Scuola Allievi Marescialli dei Carabinieri, per poi proseguire i suoi studi presso l’Accademia Militare di Modena e la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma.
Si è laureata in giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna all’Università degli studi di Roma Tor Vergata, nonché in Scienze Politiche – Operatore della Sicurezza e del Controllo Sociale a Bologna.
Dopo un’esperienza da sottufficiale presso a Termini Imerese, da ufficiale ha ricoperto diversi incarichi nell’Arma: comandante del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Castel Gandolfo, poi di Anzio e della Tenenza di Guidonia.
E ancora ha guidato il comando Roma-Piazza Venezia ed, infine, la compagnia Carabinieri di Terracina dal 2014.
Al termine di questa esperienza, il maggiore Anzini è approdata nuovamente alla Scuola ufficiali di Roma, come comandante di sezione e insegnante, dove per 4 anni si è occupata della formazione dei giovani ufficiali che, come lei, al termine del loro percorso didattico-addestrativo, metteranno le competenze acquisite al servizio della collettività.“Sono stata sempre convinta che un buon comandante – a prescindere se sia uomo o donna – debba innanzitutto fare breccia nei suoi collaboratori, con un comportamento equo, esemplare ed arricchito da un indubbio carisma”, aveva detto Anzini ricevendo anni fa il Premio Pavoncella a Sabaudia.























