Una posizione, quest’ultima, che non è stata annunciata dal sindaco, Massimiliano Borelli, né tantomeno dagli assessore a Mobilità Enrica Cammarano e Lavori Pubblici Luca Andreassi, ma da un consigliere di maggioranza evidentemente molto informato.
Di tutt’altro avviso, ovviamente, molte associazioni e comitati territoriali che si sono attivati per salvare gli alberi. La loro richiesta si basa su due elementi chiave. Il primo: una contro-relazione tecnica, firmata da un tecnico abilitato, che smentisce il cattivo stato di salute delle piante e che garantisce la loro buona salute e tenuta anche in caso di calamità. Due: 1200 firma raccolte in pochissimi giorni in cui altrettanti cittadini chiedono di salvare gli alberi. In ogni caso, associazioni e comitati hanno chiesto l’intervento del Parco dei Castelli Romani affinché compia tutte le verifiche del caso.
Albano, il comune abbatterà gli alberi di piazza Carducci
“L’intervento in corso a piazza Carducci è stato preceduto da un’analisi dell’esistente – così scrive difatti sui suoi canali social Marco Alteri, consigliere comunale di maggioranza ma soprattutto ormai vera e propria ‘gola profonda’ dell’Amministrazione comunale. I sei platani sono stati sottoposti a verifiche strumentali che ne hanno evidenziato il cattivo stato di salute, 4 sono a rischio caduta e due lo saranno tra pochi anni.
La scelta dell’abbattimento è tecnica, la cosa nuova rispetto al passato è la contemporanea sostituzione con esemplari già grandi. Capaci di sostituirli subito anche dal punto di vista paesaggistico, di una varietà ibrida resistente al cancro colorato dei platani.
La politica deve fare in modo che questa scelta diventi la regola e non sia una cosa estemporanea perché adesso c’è il PNRR”.
1200 firme di contrarietà. Chiesto l’intervento del Parco dei Castelli Romani
“In questi giorni i volontari del Coordinamento Natura & Territorio dei Castelli Romani sono rimasti in piazza Carducci ad Albano laziale. Per raccogliere le firme per salvare i platani che il Comune intende abbattere. Tanti i cittadini che sono contrari al taglio degli alberi, molti sono venuti a firmare, in molti chiedevano informazioni, i dubbi sono infatti molti. A domenica sera la raccolta superava le 1200 firme.
Innanzitutto molti cittadini pur sapendo del progetto non sapevano dell’abbattimento degli alberi. Il progetto sembra non sia passato per le consulte e presentato alla cittadinanza, la mancata trasparenza dei progetti PNRR in questo e in altri Comuni dei Castelli Romani ci preoccupa. Non è una questione solo tecnica, molti progetti incidono sul territorio..

I casi di Genzano, Ariccia e Ciampino
A Genzano tagliano gli alberi per costruire una mensa che sembra non essere necessaria e tagliano alberi per contrastare il dissesto idrogeologico sopra la via di Perino (??!!). Il polo scolastico “Ariccia sud” consumerà ulteriore suolo. Per finire il Comune di Ciampino continua ad abbattere alberi per far posto a nuove strade e vari rifacimenti dell’arredo urbano. In tutto questo il patrimonio arboreo è sempre poco considerato.
Tornando ad Albano, piazza Carducci
Tornando al caso di Piazza Carducci facciamo notare che anche nella perizia 2023 del Comune due alberi non sono da abbattere (sono in classe C) in quella del Comune del 2018. Sono tutti in classi che non prevedono l’abbattimento. Nella “relazione asseverata” fatta fare dalle associazioni la condizione degli alberi è simile a quella del 2018, quindi non da abbattere. Come si spiegano queste incongruenze? Perché non è stato accettato un tavolo tecnico e le prove di trazione degli alberi? Perché l’analisi del cancro colorato, tanto sbandierato come causa dell’abbattimento, è stato fatto solo venerdì 16 febbraio a solo due giorni dal taglio? Eppure è la condizione per cui viene chiesto il taglio degli alberi. E come mai nella relazione del Comune due alberi non sono nella condizione di pericolo ma ne viene comunque ordinato l’abbattimento?
Le relazioni tecniche del 2018, 2023 e 2024
Le relazioni, quella del 2018. Del 2023 e del 2024 prendono in considerazione le Classi di Propensione al Cedimento per effettuare l’analisi del rischio e situa i sei alberi tra la classe C e la classe C/D. Classi che secondo la Società Italiana di Arboricoltura sono da conservare e non da abbattere. Solo quelle in classe D, di rischio estremo, andrebbero eventualmente abbattute. La relazione delle associazioni situa gli alberi nelle stesse classi della perizia del 2018 del Comune, nel frattempo questi platani hanno anche resistito a venti di 80 e 100 km/h che si sono abbattuti sulla nostra città. E che invece hanno fatto schiantare al suolo alberi più piccoli a Villa Ferraioli.
Inoltre visto che il Servizio Fitosanitario della Regione Lazio ha effettuato della analisi per il cancro colorato non sia necessaria una sospensione dell’abbattimento per conoscere i risultati vista la loro importanza come causa della decisione di tagliare gli alberi. Il Coordinamento ha comunque chiesto al Parco Regionale dei Castelli Romani di intervenire rivedendo il loro nulla osta in virtù della nuova perizia, così al servizio fitosanitario e alla Soprintendenza. Molte domande ….


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