Il Lago Albano di Castelgandolfo dice addio agli ‘storici’ pontili delle Olimpiadi del ’60, simbolo del calo delle acque.
Dopo l’addio al primo pilone, abbattuto a maggio scorso, per il lago Albano di Castel Gandolfo è il momento di dire addio anche ad altri ‘storici’ pontili utilizzati per le Olimpiadi del ’60, divenuti un simbolo del calo delle acque, sempre più rapido e visibile.
Il Lago Albano di Castel Gandolfo dà l’addio ai piloni delle olimpiadi del ’60
Il numero e la localizzazione precisa dei piloni che verranno rimossi non è indicato nei documenti comunali, non si conoscono nemmeno i termini del cantiere.
Ma di sicuro questo intervento è stato affidato dal Comune di Castel Gandolfo a un’impresa specializzata, SDA Projects di Scascitelli Franco.
Lago Albano, il Comune impone l’addio agli storici pontili
Spiega il Comune, la cui delega al lago è nelle mani dell’assessore Cristiano Bavaro:
Con “l’abbassamento delle acque del lago Albano di Castel Gandolfo sono emerse delle strutture di cemento armato (piloni) del vecchio pontile. È necessaria la rimozione, sia da un punto di vista della sicurezza che dal punto di vista ambientale all’interno di una area demaniale già concessionata”.
Le strutture sommerse si sono trasformate, negli anni e decenni, in simboli tangibili della crisi ambientale che sta colpendo i bacini lacustri.
Negli ultimi decenni, il Lago Albano ha subito un progressivo abbassamento del livello delle acque, fenomeno che ha portato alla riemersione di infrastrutture costruite per i Giochi Olimpici del 1960.
I pontili, utilizzati un tempo per le competizioni di canottaggio, rappresentano oggi un problema di sicurezza e di degrado ambientale. Le strutture, ormai deteriorate, pongono un rischio per la navigazione e deturpano il paesaggio di un’area tutelata.
La decisione del Comune di Castel Gandolfo
L’amministrazione comunale ha deciso di intervenire, affidando i lavori di rimozione a un’impresa locale attraverso una procedura semplificata.
L’intervento avrà un costo di poco inferiore ai 6.000 euro, anche grazie a un contributo della Regione Lazio, che ha stanziato oltre 13.000 euro per il miglioramento della fruibilità delle aree lacustri.
La rimozione delle strutture, per il Comune di Castel Gandolfo, non costituisce solo una questione di decoro paesaggistico. Il progetto mirerebbe anche a migliorare la sicurezza per i frequentatori del lago, eliminando potenziali pericoli per i bagnanti.
Un simbolo del cambiamento climatico
Il progressivo calo del livello del Lago Albano riflette le conseguenze di fenomeni climatici globali e della gestione delle risorse idriche locali.
L’abbassamento delle acque è un campanello d’allarme che solleva interrogativi sulle politiche di tutela ambientale e sulla necessità di interventi strutturali per proteggere i patrimoni naturali.
I tripodi del lago Albano di Castel Gandolfo rimossi a maggio scorso
Questo intervento, sebbene limitato nella sua portata pratica, assume un valore simbolico importante, in un contesto dove la storia, la natura e la modernità si intrecciano indissolubilmente.
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