A Ciampino riesplodono due vecchie ferite urbanistiche. Si tratta di due lottizzazioni (pagate, almeno in parte, con fondi pubblici, per realizzare la cosiddetta ‘edilizia a prezzo calmierato’) risalenti al 2003 (Giunta Storace) e al 2008 (Giunta Marrazzo), mai pienamente completate.
Ebbene le due società edili che le hanno realizzate hanno presentato due ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio contro l’amministrazione di Ciampino, che nel 2019 aveva negato i certificati di agibilità richiesti per gli edifici costruiti e che, da allora, non ha mai rivisto la sua posizione.
La questione, rimasta latente per anni, torna ora d’attualità e minaccia di trasformarsi in una battaglia legale pesante sia sul piano economico che su quello politico.
Il Comune di Ciampino blocca le due lottizzazioni incompiute
Ora, l’amministrazione di Ciampino è chiamata a difendere in giudizio la propria posizione, avvalendosi di un incarico legale ad hoc per fronteggiare i ricorsi presentati.
Con la determinazione n. 472 del 22 aprile 2025, il Comune ha formalizzato il mandato a due avvocati, consolidando la linea difensiva che punta a sostenere la legittimità degli atti finora prodotti.
Alla radice del problema sembrano esserci – il condizionale è d’obbligo – le classiche opere di urbanizzazione – fogne, aree verdi, strade e illuminazione – che i costruttori avrebbero dovuto completare come parte degli accordi urbanistici.
Il Comune di Ciampino, in assenza di una realizzazione completa di queste infrastrutture, avrebbe in ogni caso ritenuto non valide le certificazioni di agibilità trasmesse dalle imprese, innescando la lunga catena di ricorsi.
Non è chiaro, dagli atti disponibili, se il blocco sia derivato da inadempienze formali o da questioni tecniche più complesse.
Tuttavia, l’assenza di un certificato di agibilità ufficialmente riconosciuto impedisce, di fatto, agli edifici di essere utilizzati appieno, generando tensioni giudiziarie evidenti.
Un intervento regionale del 2013 che non ha risolto
Il progetto di sviluppo edile aveva ricevuto una proroga nel dicembre 2013 grazie a un provvedimento della prima giunta Zingaretti.
Su proposta dell’allora assessore alle Infrastrutture della giunta Zingaretti, Fabio Refrigeri, il governo regionale aveva infatti deciso di concedere una dilazione dei termini di costruzione per una serie di lottizzazioni convenzionate, tra cui anche per l’appunto le due di Ciampino.
Nonostante il tempo supplementare concesso, i problemi non si sono risolti.
Gli interventi previsti sono stati completati solo parzialmente o in modo non conforme agli standard richiesti, facendo sì che il Comune non potesse, o non volesse, chiudere positivamente l’iter amministrativo.
Gli scenari futuri
Le ripercussioni della causa potrebbero essere rilevanti. Se il TAR dovesse dare ragione ai costruttori, il Comune di Ciampino potrebbe essere obbligato a riconoscere l’agibilità o a risarcire i danni, come avvenuto di recente per altre lottizzazioni.
In caso contrario, verrebbe confermata la validità della linea tenuta finora, ponendo però una pietra tombale definitiva su progetti che, già oggi, appaiono come occasioni mancate per lo sviluppo urbano della città aeroportuale.
Nel frattempo, il rischio concreto è che le aree coinvolte restino in una sorta di limbo urbanistico, aggravando il degrado e alimentando il malcontento tra cittadini e imprese.
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