A guidare l’associazione all’epoca dello scontro era Pietro Di Dionisio, oggi vicesindaco della città. Una vicenda che non ha generato alcun tipo di dibattito in Consiglio comunale, quando si è trattato di riconoscere il debito fuori bilancio: è stato approvato all’unanimità.
La disputa tra Comune di Anzio e Pro Loco di Lavinio
La disputa nasce nel marzo 2024, quando la Pro Loco, rappresentata legalmente proprio da Di Dionisio, presenta un ricorso per la reintegrazione nel possesso di alcuni locali comunali siti in Piazza Lavinia, da sempre sede dell’associazione.
Il Comune, nel frattempo, aveva proceduto alla revoca della disponibilità dei locali, innescando un braccio di ferro giuridico.
Il Tribunale di Velletri, con ordinanza del 18 luglio 2024, ha dato pienamente ragione alla Pro Loco, disponendo la restituzione dei locali e condannando il Comune al pagamento delle spese legali per un totale di 4.615,52 euro.
Nonostante la sentenza favorevole alla Pro Loco, la situazione si è ulteriormente complicata a gennaio 2025 con la notifica di un atto di precetto che aumentava la cifra dovuta a 4.979,52 euro, comprensiva di oneri e accessori.
La soluzione: un assegno
A febbraio 2025, per cercare di porre fine alla controversia senza ulteriori strascichi giudiziari (e danni di immagine), il Comune ha presentato una proposta transattiva: pagamento ridotto di 3.900 euro, accettata dalla controparte come “saldo e stralcio”.
Con una successiva delibera consiliare, l’amministrazione ha riconosciuto il debito fuori bilancio e autorizzato la chiusura della vicenda.
Al di là dei risvolti legali, è curioso che Pietro Di Dionisio, all’epoca presidente della Pro Loco, oggi sia vicesindaco. Essendo in giunta, non ha dovuto votare la delibera del riconoscimento del debito fuori bilancio.
Così come si è astenuto dal voto il consigliere Tontini, che all’epoca dei fatti era vice presidente dell’associazione.
























