Con un’ordinanza dirigenziale, l’amministrazione comunale di Frascati ha disposto la rimozione immediata della pedana e della struttura di copertura installate davanti al locale di via Regina Margherita, considerate prive di autorizzazioni e in contrasto con il regolamento comunale sul suolo pubblico.
Il provvedimento, firmato dal dirigente del Servizio Attività Produttive SUAP, fa seguito a un sopralluogo della Polizia Locale avvenuto a marzo scorso.
L’ispezione ha accertato la presenza di opere edilizie non autorizzate: una pedana e una copertura metallica installate in modo permanente su suolo pubblico, senza concessione né titolo edilizio valido.
Una concessione scaduta da oltre vent’anni
Il nodo centrale della vicenda è la mancanza di una regolare concessione.
L’unico permesso risulta rilasciato nel lontano 2001, e aveva una durata limitata di appena 104 giorni.
Da allora, secondo quanto emerge dagli atti ufficiali, nessuna nuova autorizzazione sarebbe stata richiesta o ottenuta dal titolare dell’attività per l’occupazione permanente dello spazio pubblico.
Le strutture attualmente in uso risulterebbero dunque realizzate in violazione delle norme previste dal Regolamento comunale per la concessione del suolo pubblico e in difformità alle disposizioni edilizie in vigore.
Il Comune di Frascati ha sottolineato l’assenza di qualsiasi titolo abilitativo e ha disposto il ripristino dello stato dei luoghi entro 30 giorni dalla notifica dell’ordinanza.

Terrazza panoramica da rimuovere
La zona interessata non è una qualunque: lo storico ristorante sorge in una posizione privilegiata, lungo uno dei belvedere più amati dai frascatani e dai turisti, con vista diretta su Roma.
La pedana, nel tempo, è diventata una sorta di terrazza panoramica sulla Capitale, trasformando la somministrazione all’aperto in un punto di forza del locale.
Ma per il Comune di Frascati non c’è belvedere che tenga: senza permessi validi, le strutture vanno rimosse.
La presenza della pedana, considerata abusiva, viola il principio di corretto utilizzo del patrimonio pubblico e altera il decoro urbano, soprattutto in un’area di forte valore paesaggistico e architettonico.
Anche se, ad onor del vero, affianco alla struttura vi sono altre pedane quasi identiche, ma che sicuramente hanno il titolo autorizzativo.
Possibile ricorso contro l’ordinanza
Il titolare dell’attività ha comunque la facoltà di presentare ricorso contro l’ordinanza, rivolgendosi al Tar del Lazio entro 60 giorni dalla ricezione dell’atto.
Tuttavia, fino a un’eventuale sospensiva del provvedimento, resta in vigore l’obbligo di rimuovere le strutture e di ripristinare lo stato originario dell’area.
Il caso riaccende il dibattito sulla gestione degli spazi pubblici nel centro storico di Frascati, dove la convivenza tra attività commerciali e tutela del patrimonio urbano è sempre più delicata.
L’ordinanza si inserisce in un più ampio piano di controllo del territorio, volto a verificare la regolarità delle occupazioni su suolo pubblico, in un’ottica di maggiore legalità e trasparenza.
Una questione più ampia
L’intervento del Comune di Frascati non riguarda solo un singolo ristorante, ma evidenzia un problema diffuso nel rapporto tra attività economiche e uso del suolo pubblico. In tempi recenti, molte attività hanno ampliato spazi esterni per far fronte alle esigenze post-pandemia, spesso senza adeguarsi pienamente alle regole.
Ora, con il ritorno alla normalità amministrativa, le maglie si stringono. E il caso del belvedere su Roma potrebbe essere solo il primo di una lunga serie di verifiche.
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