La struttura, che operava sotto la veste giuridica di un “Circolo privato”, così scrive il municipio tra le carte, è stata oggetto di un’ispezione della Polizia Locale che ha rilevato gravi irregolarità nella conduzione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande.
Secondo la relazione di servizio redatta al termine del sopralluogo, l’attività risultava priva dei requisiti di “sorvegliabilità”, condizione indispensabile per operare in regola con la normativa vigente.
Di conseguenza, l’Amministrazione di Ariccia ha emesso un’ordinanza che impone l’immediata cessazione dell’attività e la decadenza della SCIA precedentemente presentata.

Ariccia, il Comune: Un “circolo privato” solo sulla carta
Le autorità comunali hanno accertato che la struttura, pur formalmente registrata come circolo privato, operava di fatto come un ristorante aperto al pubblico.
All’esterno dell’edificio erano esposti cartelli e striscioni pubblicitari, compresi menù a prezzo fisso, che rendevano evidente l’intento commerciale dell’attività.
Elementi che, in base alla normativa nazionale e regionale, non sono compatibili con il regime di un’associazione privata.
L’attività era anche pubblicizzata su Tripadvisor dove aveva un’ottima valutazione di 4 pallini e mezzo (5 pallini è il massimo), nella categoria ristoranti. E con una pagina Facebook nella categoria “Ristorante italiano”.
L’assenza di requisiti di sorvegliabilità – ossia la possibilità da parte delle forze dell’ordine di esercitare controlli regolari sull’attività – ha rappresentato la violazione più grave, aggravata dal mancato rispetto di diverse norme contenute nel decreto ministeriale n. 564/1992, nel D.P.R. 235/2001 e nella legge regionale n. 21/2006.
Un punto di riferimento della zona
Il locale chiuso non era solo un ristorante: per anni è stato un punto di riferimento per chi cercava una cucina genuina immersa nella natura, lontana dai circuiti turistici tradizionali.
Frequentato da famiglie, lavoratori della zona di Albano e Ariccia, gruppi e amanti del buon cibo, era noto per le sue specialità tradizionali dei Castelli e per l’atmosfera familiare.
Ma dietro l’apparente informalità si nascondeva, secondo il Comune di Ariccia, una gestione non conforme alla legge, in particolare sul fronte delle autorizzazioni amministrative e sanitarie.
La mancanza di affiliazione ad enti nazionali riconosciuti, l’assenza di controlli formali sugli ingressi, e la pubblicità esterna rivolta indistintamente al pubblico sono tutti elementi che hanno spinto le autorità a intervenire in modo drastico.
Conseguenze e possibili ricorsi
Il provvedimento del Comune di Ariccia ha effetto immediato: ogni attività di ristorazione dovrà cessare, e l’inottemperanza sarà considerata reato ai sensi dell’articolo 650 del codice penale.
L’ordinanza è stata notificata alla Polizia Locale, alla Stazione dei Carabinieri di Ariccia, al Commissariato di Albano e alla ASL Roma 6, che saranno incaricati di verificarne l’esecuzione.
Tuttavia, il titolare dell’attività ha facoltà di presentare ricorso al Tar del Lazio entro 60 giorni dalla notifica, oppure ricorrere al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.
Alternativa è quella di modificare la struttura in modo da rispettare le disposizioni relative alla sorvegliabilità.
Resta ora da vedere se ci sarà una controffensiva legale o se, al contrario, calerà il sipario su una delle realtà storiche del territorio.
Cos’è la “sorvegliabilità”
La sorvegliabilità è una normativa che rientra nel controllo per la Pubblica Sicurezza.
La mancanza della sorvegliabilità può portare a sospensione o chiusura dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande.
Le caratteristiche della sorvegliabilità eterna in un locale pubblico sono:
- le porte e gli ingressi devono consentire l’accesso diretto al locale dalla strada
- gli ingressi al locale non possono essere utilizzati anche per l’accesso ad altri luoghi estranei all’esercizio
- durante l’orario di apertura, non vi deve essere alcun impedimento all’ingresso o uscita del locale
- la porta di accesso deve essere realizzata in modo tale da consentire sempre l’apertura dall’esterno
quelle della sorvegliabilità interna:
- le suddivisioni interne del locale (fatta eccezione dei servizi igienici e dei vani non aperti al pubblico) non possono essere chiuse da porte o grate munite di serrature o da altri sistemi di chiusura che non consentano un immediato accesso
- le comunicazioni interne tra i locali adibiti a pubblico esercizio e i locali già esistenti aventi diversa destinazione devono essere chiuse a chiave durante l’orario di apertura del pubblico esercizio
- i vani interni non aperti al pubblico devono essere individuabili mediante targhe o indicazioni luminose
- le vie di uscita dell’esercizio devono essere segnalate con targa o indicazione luminosa.
Leggi anche: Ariccia, nasce l’isola ecologica al posto di un vecchio impianto: doppio vantaggio per i cittadini























