Una decisione senza precedenti da parte dell’amministrazione comunale di Ariccia, che ha annunciato lo stop dell’evento in accordo con i Produttori di Porchetta di Ariccia IGP.
La settantatreesima edizione, prevista come da tradizione per la prima domenica di settembre, è stata rimandata direttamente al 2026.
La ragione è chiara: i lavori di riqualificazione nel cuore della città non consentono lo svolgimento della manifestazione. Nessuna soluzione alternativa è stata ritenuta adeguata.
I lavori in Piazza di Corte bloccano il centro di Ariccia
Il nodo centrale della decisione è rappresentato da Piazza di Corte, scenografico cuore pulsante della sagra, progettato da Gian Lorenzo Bernini insieme a Carlo Fontana.
È lì che da oltre sette decenni si celebra la regina delle feste laziali, un appuntamento che richiama ogni anno decine di migliaia di persone da tutta Italia. Ma nel 2025 quel luogo sarà un cantiere aperto.

I lavori di riqualificazione urbana, già programmati e considerati improrogabili, impediranno ogni tipo di attività pubblica nella piazza. Un ostacolo che ha reso impossibile mantenere l’evento nelle sue forme tradizionali.
La Sagra non è solo una festa: è uno spettacolo collettivo, una celebrazione identitaria che vive anche della sua ambientazione storica.
Le ipotesi di spostamento non reggono
Già da mesi si erano fatte strada ipotesi alternative: spostare la festa in un’altra zona del comune, magari in un’area periferica o in un grande parco.
Ma nessuna soluzione è sembrata all’altezza della complessità logistica e simbolica dell’evento. Ariccia vive la Sagra nel suo centro storico, tra le fraschette, i banchi colmi di panini caldi e le esibizioni folkloristiche.
Delocalizzarla avrebbe significato snaturarla.
Ecco perché si è preferito un rinvio piuttosto che una versione ridotta o snaturata. Non si tratta solo di uno stop organizzativo, ma di una scelta consapevole per preservare il valore culturale e sociale della manifestazione.

Una festa da difendere, anche se costa un anno
Dietro la decisione si intravede la volontà di tutelare un patrimonio collettivo.
La Sagra della Porchetta non è un evento qualsiasi: è un simbolo dell’identità gastronomica e popolare del Lazio, un appuntamento che affonda le radici nel secondo dopoguerra, sopravvissuto a decenni di trasformazioni sociali, politiche ed economiche.
Con l'implantologia computer guidata, alternativa meno invasiva alla classica
Fermarla non è stato semplice, ma è sembrato necessario per garantirne la continuità.
L’amministrazione comunale di Ariccia e i produttori IGP confermano l’intenzione di tornare nel 2026 con un’edizione all’altezza della storia e delle aspettative.
Il 2026 sarà l’anno del rilancio
L’annuncio della pausa è stato accompagnato da un impegno chiaro: trasformare il rinvio in un’occasione di rilancio.
L’obiettivo è tornare l’anno prossimo con una Sagra rinnovata, arricchita e ancora più partecipata.
Le istituzioni locali puntano su un evento che non sia solo enogastronomico, ma anche culturale e turistico, capace di valorizzare il nuovo volto del centro cittadino una volta conclusi i lavori.
Per il momento, resta il rammarico di un settembre senza porchetta.
Ma si guarda già avanti, verso un ritorno che promette di essere più gustoso che mai.





















