Questo nonostante la presenza di vincoli prima messi e poi tolti (forse caso unico in Italia).
Nonostante nello stesso luogo vi sia una bomba ecologica, una vecchia discarica che non si riesce a bonificare.
Come si può pensare di creare 3 vasche della nuova discarica incastrate in mezzo al terreno sicuramente super contaminato della vecchia discarica mai bonficata?

Il progetto, comunque, va avanti nonostante i cittadini si oppongano apertamente all’impianto, anche se non in maniera unitaria.
Abbiamo notizia, infatti, di almeno due distinti ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio che contestano gli atti autorizzativi della discarica di Aprilia. Uno da parte del comitato spontaneo dei residenti di Via Scrivia, l’altro della società agricola Tenuta Calissoni Bulgari.
Il ricorso in Tribunale di Calissoni Bulgari
Nel contenzioso che vede opposti la società agricola Tenuta Calissoni Bulgari e la Regione Lazio – insieme ad ARPA Lazio e alla Provincia di Latina – sulla contestata discarica in località Sant’Apollonia ad Aprilia, il primo punto va alla società che propone il nuovo impianto per i rifiuti, la Frales S.r.l.
Il TAR del Lazio ha infatti respinto l’istanza di sospensione monocratica presentata dai ricorrenti. La trattazione del tema è però stata solo rinviata alla Camera di consiglio fissata per il 10 settembre.
Un esito interlocutorio, ma che sul piano pratico consente a Frales S.r.l., proponente dell’impianto, di proseguire i lavori almeno fino alla trattazione collegiale.
Niente blocco del cantiere per la discarica di Aprilia
Il TAR del Lazio ha ritenuto non sussistenti i presupposti per bloccare immediatamente il cantiere: nella cartellonistica esibita, l’apertura lavori è datata 30 giugno 2025, con una conclusione prevista per il 28 novembre.
Nessuna emergenza tale, secondo i giudici, da imporre l’arresto dei lavori prima della valutazione collegiale già calendarizzata.
Tenuta Calissoni Bulgari, affiancata da Laura Calissoni e assistita dagli avvocati Lidia Flocco e Paolo Cecchetti, ha impugnato una serie di atti autorizzativi adottati dalla Regione Lazio e relativi all’Autorizzazione Integrata Ambientale, alla valutazione d’impatto ambientale e, da ultimo, al rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR).
Nella loro ricostruzione, i ricorrenti sottolineano le criticità ambientali sollevate dallo stesso ARPA Lazio nel corso delle Conferenze di servizi, sostenendo che l’autorizzazione sia viziata da un’istruttoria superficiale e da contraddizioni nei pareri resi dalle autorità competenti.
In particolare, la richiesta di sospensiva urgente era motivata dal timore che la prosecuzione dei lavori potesse determinare una trasformazione irreversibile dell’area, tale da vanificare l’efficacia di un’eventuale futura sentenza favorevole.
Il Tribunale ha però ritenuto che tale danno non fosse imminente, riservando ogni decisione alla fase collegiale del 10 settembre.
Una decisione che ci lascia perplessi.
A settembre i lavori saranno circa alla metà del loro compimento (vedi le date sul cartello). Sono lavori che sicuramente prevedono modifiche alla situazione di partenza della zona interessata. Come fa il Tribunale a dire che a settembre il territorio non sarà già stato modificato?
Tribunale rinvia tutto a settembre
Il risultato comunque è chiaro: Frales può andare avanti, almeno per ora.
Ma sebbene il giudice amministrativo non abbia accolto la richiesta di fermare subito i lavori, ha comunque lasciato la porta aperta al riesame di merito delle numerose censure sollevate dai ricorrenti. La battaglia, quindi, è solo all’inizio.
La Camera di consiglio del 10 settembre sarà il vero banco di prova. In quella sede si potrà capire se il progetto della discarica avrà davvero solide basi giuridiche e ambientali, oppure se, come sostiene la parte ricorrente, l’iter autorizzativo sia stato segnato da forzature e omissioni.
Comitato spontaneo di via Scrivia contro la discarica
Un altro ricorso al TAR del Lazio è stato presentato dal Comitato spontaneo di via Scrivia, i cui residenti sono confinanti con la nuova vecchia e nuova discarica

I cittadini si sono autotassati per riuscire a presentare la loro posizione ai giudici del Tar del Lazio. Al momento non abbiamo notizia di quando tale ricorso sarà discusso in Tribunale.
La ‘politica’ non si schiera contro Regione e Governo, i cittadini si organizzano
Intanto la protesta si espande e coinvolge altri comitati della città.
Ad Aprilia i politici sono assenti o impotenti, nel senso che i politici locali apriliani non hanno mai avuto un peso nelle segreterie provinciali, regionali e nazionali tale da poter muovere le leve del Governo. Interrogazioni parlamentarie presentate non avuto alcun esito.
La posizione del Governo e della Regione Lazio infatti sembrano chiarissime. Si è fatto di tutto per spianare la strada al progetto della nuova discarica. Le autorizzazioni sono arrivate in tempi record.
Bisogna dare atto alla società proponente che il progetto è stato fatto in maniera molto professionale.
Comunque, là dove c’era un vincolo, questo è stato rimosso: a nostra conoscenza questo è l’unico caso in Italia.
La Commissione straordinaria che guida Aprilia, composta da 3 Commissarie, sembra non volersene proprio occupare. Del resto la Commissione è espressione del Governo, contro cui le 3 delegate dovrebbero schierarsi.
E allora i cittadini cercano di fare de sé.
Cittadini di Aprilia chiamati alla lotta contro la discarica: sabato 19 luglio
Il Comitato spontaneo di via Scrivia sta trovando sempre più solidarietà in altri Comitati Apriliani.
Sabato 19 luglio alle ore 18:30 presso il Comitato “Grattacielo” in Via Giovanni XXIII numero 40, si svolgerà un’assemblea cittadina dal titolo esaustivo “Contro la discarica”.
Un appello del Comitato recita:
“Cittadini apriliani uniamoci per dire definitivamente no all’ennesimo scempio su Aprilia. In questi giorni sono cominciati i lavori per la costruzione del nuovo deposito di rifiuti a Sant’Apollonia che sorge su una discarica mai bonificata a 3km da Aprilia centro (traversa via della Riserva nuova)”
C’è quindi l’invito alla cittadinanza a partecipare all’incontro di sabato 19 luglio.
La posta in gioco è alta.
Da un lato, l’autosufficienza dell’ATO di Latina in materia di rifiuti, dall’altro la salvaguardia di un territorio agricolo di pregio e la tutela ambientale di un’area che non è adatta a ospitare un impianto di simile impatto.
Leggi anche: Aprilia, OK ufficiale della Regione Lazio alla nuova discarica. Il M5S chiede alle Commissarie di ricorrere al TAR

























