L’uomo si era trovato inizialmente escluso da un concorso pubblico per problemi di vista. Successivamente una sentenza del TAR del Lazio lo ha reintegrato nel processo selettivo. IL TAR ha infatti riconosciuto l’errore nella valutazione sanitaria.
Il caso riguarda un giovane candidato al concorso per 300 posti nel corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, bandito nel 2022.
Dopo aver superato con successo le prove operative, il concorrente aveva ricevuto la convocazione per le visite mediche, ma lì sono cominciati i problemi. Secondo la Commissione medic infatti i suoi occhi non erano abbastanza “acuti”.
Diagnosi: deficit dell’acutezza visiva naturale, con un punteggio giudicato troppo basso (5/10 per entrambi gli occhi).
A quel punto, il Ministero dell’Interno non ha avuto dubbi e lo ha escluso dal concorso.
Il ricorso al TAR
Ma il diretto interessato, convinto che si trattasse di un errore, ha deciso di ricorrere al TAR.
E non senza argomenti. La sua tesi? La valutazione della Commissione era sbagliata, e le misurazioni oculistiche erano state fatte in modo impreciso e senza trasparenza sui metodi utilizzati.
Una vista che cambia (a seconda di chi la misura)
Il ricorrente ha prodotto una perizia medica di parte e, su disposizione del Tribunale, è stato sottoposto a una nuova visita da parte della Commissione Sanitaria dell’Aeronautica Militare.
Il risultato? Niente deficit di acutezza visiva naturale, ma astigmatismo miopico composto: un difetto sì, ma non tale da escludere automaticamente dal concorso.
Il colpo di scena arriva con un certificato della ASL Roma 6, Distretto 4 “Pomezia-Ardea”, datato maggio 2025, che attribuisce all’aspirante Vigile del Fuoco una vista di 9/10 per l’occhio destro e 7/10 per il sinistro, con tutti gli altri parametri nella norma.
E qui entra in gioco la curiosità: nel giro di pochi mesi, lo stesso paio di occhi ha ottenuto tre giudizi diversi da tre enti pubblici. Senza alcun intervento chirurgico nel frattempo. Misteri della medicina amministrativa.
Il verdetto del TAR: “Errore di valutazione, si rifaccia la visita”
Nella sentenza pubblicata ieri, il TAR del Lazio ha stabilito che la Commissione medica del concorso ha sbagliato e che l’esclusione va annullata.
Il candidato, però, non è stato ancora dichiarato idoneo: dovrà rifare la visita, stavolta davanti a una nuova commissione “in diversa composizione”, per evitare il rischio di un giudizio influenzato dalla prima decisione.
Una scelta di prudenza, spiega il Tribunale, ma anche di rispetto per le procedure: l’idoneità va verificata sul serio, ma senza che a pesare siano errori di istruttoria, come sembra essere accaduto.
Viene da chiedersi: quanto sono affidabili i criteri di valutazione sanitaria nei concorsi pubblici? Le differenze tra i tre referti medici dimostrano che, anche in una materia apparentemente oggettiva come l’oculistica, ci può essere spazio per errori o interpretazioni soggettive.
E quando da quei giudizi dipende il futuro professionale di un giovane, l’attenzione deve essere massima.
Il Ministero, da parte sua, non ha sollevato particolari obiezioni sulla perizia tecnica disposta dal Tar, un atteggiamento che ha pesato nella decisione finale del giudice.
Il ricorso è stato dunque accolto e il candidato avrà una seconda chance. Le spese della perizia saranno a carico dell’Amministrazione, ma quelle processuali sono state compensate tra le parti.
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