Rimasto a lungo celato al pubblico, questo giardino torna ora a vivere in tutta la sua eleganza grazie a un progetto ambizioso di restauro che unisce memoria e sostenibilità ambientale.
Intervento da 2,2 milioni di euro sul giardino di Ninfa
Il restauro dell’Hortus Conclusus rappresenta il vero gioiello nascosto del più ampio intervento da 2,2 milioni di euro (finanziato in larga parte con fondi PNRR) appena concluso dalla Fondazione Roffredo Caetani.
Un restauro profondo, curato e, soprattutto, intelligente. Quello dell’Hortus Conclusus non è stato solo un intervento di recupero botanico e architettonico, ma un’operazione di rinascita sensibile, che ha restituito un angolo intimo e suggestivo incastonato tra le mura medievali di Ninfa, a ridosso del Castello.
Qui il tempo sembrava essersi fermato. Ora, invece, si cammina tra piante rinascimentali e opere lapidee restaurate, con l’acqua che, come da secoli accade a Ninfa, accompagna silenziosamente ogni passo.
Il restauro della storica centrale idroelettrica del giardino
Il “giardino nel giardino” è oggi un luogo vivo, dove storia e tecnologia si incontrano.
L’introduzione di un innovativo impianto di irrigazione a sensori, capace di modulare il flusso d’acqua secondo le esigenze delle piante, ha trasformato questa oasi in un modello di gestione sostenibile, silenziosa e invisibile, come si conviene in un luogo che è quasi un sussurro della natura.
Ma l’acqua, vera anima di Ninfa, è stata anche protagonista di un altro importante restauro: quello della centrale idroelettrica storica, un piccolo capolavoro di archeologia industriale.
La turbina Voith, acquistata a fine Ottocento da Gelasio Caetani, è stata riportata al suo antico splendore, mentre il vecchio edificio che la ospita è oggi pronto ad accogliere un impianto moderno, capace di produrre energia rinnovabile. Il passato, qui, non viene mai messo da parte: viene reinterpretato, reso utile, attuale.
In questo rinnovato equilibrio tra storia e innovazione, anche le antiche strutture di Ninfa hanno trovato nuova vita: dalle reti idriche agli impianti elettrici, dal parcheggio con ricarica per veicoli elettrici al sistema di monitoraggio ambientale del lago e della falda acquifera.
Tutto è pensato per ridurre l’impatto e aumentare la conoscenza, in piena coerenza con il DNA del Giardino.
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Nuovi centri culturali all’interno del giardino
Infine, l’Hortus Conclusus e l’area della centrale sono destinati a diventare nuovi centri culturali, aprendo a un futuro fatto di esperienze, mostre e percorsi immersivi, in dialogo anche con le scoperte archeologiche emerse nei pressi della chiesa di San Giovanni.
Un sorriso più radioso col "Trattamento illuminante" in un solo appuntamento
Ma il cuore simbolico di questo progetto resta proprio lì, tra quelle mura che oggi accolgono di nuovo visitatori: un luogo raccolto, silenzioso, prezioso — un giardino nel Giardino, che racconta quanto il passato possa ancora fiorire, se irrigato con cura.

























