La Giunta comunale di Anzio ha infatti approvato un atto con cui viene affidato l’incarico a un avvocato per rappresentare l’Ente in un ricorso promosso da due cittadini, C.A. e S.A., contro una sanzione amministrativa da oltre duemila euro.
La sanzione riguarda la violazione delle regole sulla tracciabilità degli alimenti.
La vicenda dal 2021
Tutto è iniziato nell’ottobre del 2021 quando i funzionari dell’ASL Roma 6 hanno effettuato un controllo all’interno di un supermercato di Anzio.
Durante l’ispezione, i locali e gli alimenti presenti sono risultati in buone condizioni igienico-sanitarie.
Tuttavia, è stata riscontrata un’anomalia importante. Il numero di lotto sull’etichetta di una confezione di “macinato di tacchino” non corrispondeva a quello indicato sul documento di trasporto della ditta che aveva consegnato la merce.
Secondo gli ispettori, questa discrepanza costituiva una violazione delle regole sulla tracciabilità degli alimenti, principio fondamentale per garantire la sicurezza alimentare.
Per questo motivo, nel novembre dello stesso anno, l’ASL ha contestato ufficialmente l’irregolarità. Nella contestazione ha attribuito la responsabilità al direttore del supermercato, S.A., e al legale rappresentante della società, C.A.
Nel febbraio 2025, dopo il rigetto delle osservazioni difensive presentate dai due interessati, il Comune di Anzio ha emesso un’ordinanza ingiuntiva imponendo il pagamento di una sanzione di 2.013 euro.
Ricorso in tribunale
La vicenda, però, non si è conclusa lì. C.A. e S.A. hanno deciso di fare ricorso al Tribunale di Velletri, contestando sia la multa che il modo in cui è stata gestita la procedura.
Per tutelare le proprie ragioni, il Comune ha scelto di affidarsi a un legale esterno.
Dopo una procedura interna di selezione, è stata incaricata l’avvocatessa Barbara Salzano del Foro di Roma, che difenderà l’Amministrazione comunale nel procedimento giudiziario.
Il compenso previsto per l’incarico ammonta a circa 1.528 euro, che saranno liquidati al termine del processo.
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