Cumuli di legno, plastica e carta e chissà cos’altro accatastati in maniera incontrollata e altamente infiammabili, lasciati al degrado nel sito di trattamento rifiuti di via delle Scienze gestito un tempo dalla Gruppo Eco Imballaggi S.r.l., fallita nel 2020 e oggetto di una lunga, ma finora inconcludente, trafila burocratica e giudiziaria.
Un’area sequestrata dalla Procura della Repubblica di Latina, ma mai realmente bonificata, che continua a rappresentare un grave pericolo per l’ambiente, la salute pubblica e la sicurezza cittadina.

Ad oggi, il sito in via delle Scienze versa in uno stato di totale abbandono, con tutti i rischi che ne derivano: inquinamento di terreni, acque, aria, ma anche incendi, atti vandalici, infiltrazioni illegali.
Per fronteggiare questa situazione, il Comune di Aprilia ha finalmente deciso di dotarsi di uno strumento concreto di controllo, approvando nei giorni scorsi una determina per l’acquisto e l’installazione di una telecamera di videosorveglianza nei pressi del sito, su area pubblica.
Un modo per tenere alta l’attenzione e prevenire ulteriori emergenze.
Un sito dimenticato tra fallimenti e promesse non mantenute
La storia della Gruppo Eco Imballaggi S.r.l. è emblematica di una gestione rifiuti sbagliata e pericolosa.
La società era stata autorizzata nel 2016 alla gestione di rifiuti non pericolosi, ma già nel 2019 ricevette una diffida dalla Provincia di Latina per la conduzione difforme dell’attività, con il sito già sotto sequestro da parte della Polizia Locale di Aprilia per lo stoccaggio eccessivo e disordinato dei materiali.
Il Comune di Aprilia, preso atto dell’inerzia della proprietà, chiese alla Provincia l’escussione della polizza fideiussoria da 50.000 euro rilasciata all’atto dell’autorizzazione, per finanziare le prime operazioni propedeutiche alla bonifica.
A gennaio 2020 l’Autorità giudiziaria autorizzò l’accesso all’area e, dopo l’affidamento delle attività a una ditta specializzata, si procedette alla caratterizzazione e quantificazione dei rifiuti. L’intervento, dal costo di circa 10.500 euro, si concluse nell’aprile dello stesso anno. E dopo di ciò… il nulla.
Nonostante la disponibilità dei fondi, le operazioni di rimozione non sono mai iniziate, e da allora il sito è rimasto abbandonato, esposto a rischi elevatissimi di incendio, con materiali altamente combustibili lasciati all’aperto. Una vera minaccia per tutta la città di Aprilia, il cui centro dista soltanto 2 chilometri.

Un occhio elettronico per una sorveglianza costante
Di fronte all’inerzia delle istituzioni coinvolte — tra cui la curatela fallimentare, la Provincia e la Regione Lazio, che nel 2019 aveva ribadito la competenza comunale per la bonifica — l’Amministrazione comunale ha ritenuto necessario intervenire, almeno per garantire un monitoraggio costante della situazione.
La determina dirigenziale approvata nei giorni scorsi prevede l’acquisto di un sistema di videosorveglianza che consenta di monitorare l’evoluzione dello stato dell’area; prevenire atti vandalici o roghi dolosi; intervenire tempestivamente in caso di emergenze.
L’operatore economico selezionato tramite procedura MEPA è la Copy Service s.r.l. con sede ad Aprilia, che ha offerto la fornitura per un importo pari a € 4.453.
L’area dell’ex Eco Imballaggi continua a rappresentare una minaccia concreta, una bomba ecologica mai disinnescata.
Ogni estate aumenta il rischio di incendi, che potrebbero sprigionare nell’aria sostanze altamente tossiche, mettendo a repentaglio la salute dei cittadini.
Malgrado le promesse delle amministrazioni che si sono succedute negli ultimi anni, nulla è cambiato. Il sito è ancora lì, nel silenzio generale. Ora, con il Comune commissariato, vediamo se almeno il Prefetto riesca finalmente a chiudere questo assurdo capitolo.
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