Le dichiarazioni della sindaca di Pomezia
In un post diffuso sui social, la sindaca di Pomezia ha voluto chiarire la propria posizione, sottolineando di essersi sempre sottratta alla polemica mediatica, ma di aver scelto di «difendere la propria dignità e reputazione attraverso i canali istituzionali».
“Viviamo in una democrazia che garantisce a chi si sente vittima di calunnia o offesa la possibilità di rivolgersi agli organi competenti e di sporgere denuncia”, ha scritto Veronica Felici.
“Durante il mio mandato da sindaco, ho subìto numerosi attacchi, sia personali sia legati al ruolo che ricopro. Attacchi spesso ingiustificati, che in alcuni casi sono sfociati in vere e proprie diffamazioni, con atteggiamenti persecutori nei confronti della mia persona.”
Felici ha spiegato di aver scelto, fin dall’inizio del suo mandato, di rispondere alle critiche con il lavoro e non con le polemiche, rifiutando il confronto su toni accesi e la “gogna mediatica”.
Diffamazione nei confronti della sindaca di Pomezia: 4 condanne
I decreti penali di condanna, arrivati in questi giorni, hanno dato ragione alla sindaca: il giudice ha riconosciuto la fondatezza delle sue denunce, emettendo provvedimenti nei confronti di quattro persone, tra cui la consigliera Eleonora Napolitano, volto noto dell’opposizione locale.
C’è da dire che un decreto penale di condanna si basa esclusivamente sulla denuncia fatta dalla parte offesa, senza contraddittorio.
“Non le ho decise io… Io ho semplicemente denunciato”, precisa la sindaca di Pomezia. “Un giudice ha riconosciuto come diffamatori i comportamenti di 4 persone. È un giudice che ha sentenziato che se qui c’è una vittima di diffamazione, quella sono io.”
La vicenda non è ancora chiusa: restano infatti aperti i prossimi gradi di giudizio, ma intanto la sindaca afferma di confidare “esclusivamente nella valutazione della magistratura”.
La consigliera condannata: “Non si può silenziare l’opposizione così”
La consigliera di Pomezia Eleonora Napolitano, tra le quattro persone condannate per diffamazione, ha subito annunciato il ricorso:
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«Nei giorni scorsi mi è stato notificato un decreto penale di condanna, contro il quale, per la sua totale infondatezza, ho immediatamente presentato opposizione».
«Affronto questa vicenda con assoluta serenità, fiduciosa che la giustizia farà il suo corso e che avrò modo di chiarire pienamente la mia posizione nelle sedi opportune».
«Quello che però considero inaccettabile è che si tenti di trasformare il confronto politico in una questione giudiziaria e che si possa anche solo lontanamente pensare di silenziarmi e di silenziare l’opposizione attraverso strumenti di questo tipo», conclude.
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