Le condizioni sono abbastanza gravi, ma i medici del reparto di Malattie infettive del nosocomio pontino stanno intervenendo per aiutare il paziente.
I sintomi sono quelli classici per questo virus, con febbre che ha superato i 39 gradi e difficoltà nei movimenti e anche nel parlare.
Il Tg3 ha dato notizia anche di un 31enne di Aprilia ricoverato allo Spallanzani, di cui però noi non abbiamo ulteriori notizie.
Un caso da ‘assegnare’ ad Aprilia, ma col dubbio
La Asl di Latina è intervenuta per capire dove si sia originata l’infezione.
Il problema in questi casi è dato dal fatto che l’incubazione del virus è molto variabile, va dai 2 ai 14 giorni e in alcuni casi può arrivare fino a 21 giorni.
Nel caso dell’80enne di Aprilia diventa quindi difficile stabilire l’origine con certezza assoluta, perché il paziente nelle ultime settimane si è mosso in diversi luoghi tra due abitazioni ad Aprilia, una in centro città e l’altra in una zona di campagna. Nella prima metà di luglio ha inoltre risieduto per alcuni giorni anche nella zona del Golfo di Gaeta.
Vista appunto la variabilità del tempo di incubazione e visto che il virus viene trasmesso dalla zanzara ‘comune’ diffusissima in tutta Italia, diventa molto difficile capire quando e quindi dove sia iniziata l’infezione.
Come si manifesta il virus West Nile
L’uomo da qualche giorno accusava un po’ di spossatezza e una leggera febbre. Lunedì scorso si è svegliato con la temperatura corporea oltre i 38 gradi.
Ricoverato all’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, visti i sintomi, i medici hanno subito intuito potesse trattarsi del temuto virus West Nile.
Hanno innanzitutto effettuato una serie di esami diagnostici per accertare lo stato generale del paziente e per escludere altre eventuali cause.
Per questa infezione, ricordiamo, non esiste una cura specifica.
Si interviene infatti sui sintomi, come la disidratazione, la debolezza, la febbre fino all’encefalite e si cerca di fortificare le difese immunitarie. Sono proprio i nostri anticorpi che devono sconfiggere il virus.
Sull’attuale stato di salute del paziente di Aprilia c’è naturalmente il massimo riserbo.
Numerosi casi ricoverati al Goretti di Latina
Negli ultimi giorni è aumentato comunque il numero dei ricoverati per questo virus provenienti da varie zone della provincia di Latina. La Asl parla di 9 casi accertati dalle analisi fatte allo Spallanzani di Roma.
Ma i ricoverati con grosse probabilità di essere stati infettati sono di più. In tutto circa un’altra decina. Fortunatamente, dopo il decesso della donna di Fondi, altre persone sono guarite, anche se apparivano inizialmente gravi.
In realtà è probabile che gli infettati siano molti di più.
Per chi ha le difese immunitarie senza alcun problema, infatti, è facile che possa essere entrato in contatto col virus West Nile senza nemmeno accorgersene, perché gli anticorpi lo hanno sconfitto proprio sul nascere della diffusione.
Per questo i medici cercano appunto di curare i malati cercando di fortificare le difese immunitarie.
Cos’è il virus West Nile e cosa rischia la popolazione
Il virus West Nile è una malattia virale trasmessa all’uomo tramite la puntura di zanzare infette della specie Culex pipiens.

Stavolta la zanzara tigre non c’entra nulla. Si tratta in pratica della zanzara comune che si muove principalmente nelle ore notturne. Bisogna pertanto fare attenzione soprattutto nelle ore a partire dal tramonto e fino al sorgere del sole.
Nella maggior parte dei casi l’infezione è asintomatica, ma in una piccola percentuale può causare febbre alta, dolori articolari e nei soggetti più fragili (anziani o immunodepressi) può evolvere in forme neurologiche gravi.
In Italia, il monitoraggio è affidato al Sistema nazionale di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità.
Come prevenire l’infezione West Nile
Mentre i Comuni attivano disinfestazioni massicce e ordinanze rafforzative, la collaborazione dei cittadini è essenziale.
Le zanzare si sviluppano soprattutto in ambienti con acqua stagnante, anche nei cortili privati, nei sottovasi e nei contenitori all’aperto.
Seguire le regole basilari può fare la differenza. Oltre ad evitare ristagni bisogna attuare tutte quelle azioni atte a prevenire le punture delle zanzare. Usare quindi repellenti, proteggere gli ambienti con zanzariere.
E naturalmente avere le difese immunitarie non compromesse è l’elemento principale per sconfiggere il virus.
Pertanto sono proprio le persone più fragili a dover essere protette.
È questa la linea su cui si muove tutta la provincia di Latina per contenere il rischio West Nile, un’emergenza da affrontare con lucidità e rigore, senza panico ma con senso civico.
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