Con un’interrogazione scritta presentata martedì 22 luglio, proprio Silvestroni ha chiesto chiarimenti urgenti al Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, e delle Infrastrutture, Matteo Salvini. (Leggi l’Interrogazione).

Silvestroni denuncia un abbassamento anomalo, costante e continuativo, del livello del lago, sia d’estate che d’inverno, che rischia di essere aggravato da un nuovo maxi intervento da oltre 2,3 milioni di euro finanziato da Acea sulla condotta che succhia acqua direttamente dal bacino del lago Albano, documentato da Il Caffè.
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Il parlamentare di Fratelli d’Italia lancia l’allarme: la sopravvivenza del Lago Albano è minacciata da uno sfruttamento ormai insostenibile, che rischia di portare al collasso l’intero ecosistema lacustre.

Silvestroni: Un’opera dalla finalità sospetta per il lago Albano di Castel Gandolfo
Acea S.p.A., multiutility controllata al 51% dal Comune di Roma, ha avviato difatti un cantiere da oltre due milioni di euro per una cosiddetta “manutenzione straordinaria elettromeccanica e civile” della condotta che collega il Lago Albano agli acquedotti dei Castelli Romani.
Tuttavia, secondo il senatore Silvestroni, è lecito chiedersi se l’intervento non nasconda in realtà, non solo una manutenzione della condotta stessa, ma anche un potenziamento della rete idrica e un eventuale incremento della capacità di prelievo.
Capacità di prelievo che non è oggetto – da quanto a nostra conoscenza – di alcun tipo di controllo.
Il bacino vulcanico, già fragile, continua a essere ‘spremuto’ senza limiti, in assenza di una pianificazione ecocompatibile o di una visione sostenibile a lungo termine.
Acqua del lago Albano per 11 Comuni dei Castelli Romani H-24 senza vincoli o controlli
La condotta Acea rifornisce difatti giorno e notte, H24, i rubinetti di
- Albano Laziale,
- Ariccia,
- Castel Gandolfo,
- Colonna,
- Frascati,
- Monte Porzio Catone,
- Monte Compatri,
- Palestrina
- Rocca Priora,
- Zagarolo,
- e, da poco, anche Rocca di Papa.
Prelievi che vanno a scapito del lago stesso.
Ad oggi – spiega in soldoni il senatore nell’atto ora all’attenzione del Governo Meloni – non esiste alcuna soglia massima di prelievo né sistemi di compensazione idrica.
Estate 2025, il livello collassa: -27 centimetri in soli 2 mesi!
Dai controlli che abbiamo fatto sui dati mostrati dal Teleidrometro installato dall’Autorità di Bacino, proprio in questi giorni la situazione sta velocemente collassando:
26 maggio 2025, livello idrometrico 2,12
25 luglio 2025, livello idrometrico 1,85
quindi i dati ufficiali del Teleidrometro mostrano negli untimi 2 mesi un calo di ben 27 centimetri! (Leggi i dati ufficiali del Teleidrometro: CLICCA QUI)
Lago Albano le misurazioni di Grottaferrata Sostenibile
La situazione è diventata davvero insostenibile: l’acqua viene pompata costantemente, estate e inverno, e il livello del Lago Albano cala inesorabilmente.
In soli 33 mesi, la perdita complessiva è stata di oltre 89 centimetri (dati ora molto peggiorati, ndr).
Questo è quanto ha spiegato il 25 luglio anche l’associazione Grottaferrata Sostenibile, guidata da Giancarlo Della Monica, delegato alla Sostenibilità del comune di Grottaferrata.
Ricordiamo che per molto tempo i suoi dati sono stati gli unici consultabili, visto la scomparsa della pagina online che riportava i dati del Teleidrometro.
Le stime più fosche parlano di una possibile riduzione di oltre un metro cubico entro il prossimo anno.

“L’acqua sempre bella – scrive in un recente post l’associazione Grottaferrata Sostenibile – ma sempre più distante dal sentiero boschivo.
Oggi dopo 14 giorni abbiamo rilevato un ulteriore calo di 6 cm, raggiungendo la quota di – 89 cm rispetto all’ottobre 2022.
Approfitto per chiarire meglio quello che è il mio ruolo, sono cittadino delegato del Comune di Grottaferrata e come appunto il nome esplica, sono un normale cittadino, la mia non è una carica elettiva e men che meno remunerata ed il mio impegno verso la salvaguardia del Lago Albano è un’attività che farei comunque semplicemente perché sono legato a questo luogo come tantissimi cittadini dei Castelli.
Le mie misurazioni sono soprattutto una provocazione verso le istituzioni e non intendo certamente sostituirmi ad esse né agli esperti, continuo nella mia azione perché cerco di colmare un vuoto di informazione e per mettere di fronte ad una realtà inconfutabile Autorità, Enti ed Istituzioni, coltivando la speranza che intervengano in modo concreto e risolutivo.
Quanto tutto ciò possa incidere non lo so e neanche mi interessa saperlo, lo faccio per amore verso questo luogo che tanto mi ha dato e tanto continua a darmi e perché un domani, qualunque cosa accada, non avrò nulla da rimproverarmi”.
Il lago Albano si svuota, rischio sanitario
La discesa del livello idrico sta già producendo effetti visibili e preoccupanti.
I fondali si stanno prosciugando, l’habitat naturale è in crisi, la temperatura delle acque aumenta e la biodiversità ne risente.
Si moltiplicano le segnalazioni di proliferazione algale, insetti infestanti e alterazioni chimico-fisiche. Il rischio sanitario è reale: l’acqua stagnante diventa veicolo di batteri e potenziali agenti patogeni.
Non è solo un problema ambientale, ma anche sociale ed economico.
I laghi, ad Albano e nei Castelli, non sono solo riserve idriche: sono paesaggio, turismo, storia e identità. La loro compromissione significa perdere attrattività, occupazione, qualità della vita.
Desta particolare preoccupazione anche la tenuta della costa boschiva per via della riduzione della spinta idrostatica causata dal forte abbassamento del livello.
Il tavolo tecnico è in affanno
Per far fronte all’emergenza, è stato attivato un tavolo interistituzionale con Regione Lazio, Città Metropolitana, Ente Parco Castelli Romani, Acea ATO 2 e diversi Comuni interessati.
È stato predisposto un piano per ridurre i prelievi dagli acquiferi dei Colli Albani e recuperare almeno 5 milioni di metri cubi all’anno.
Ma senza un intervento deciso del Governo, il rischio è che tutto si traduca in buone intenzioni rimaste sulla carta.
Tornando al senatore Silvestroni, nella sua interrogazione chiede un impegno immediato dei Ministeri coinvolti: servono fondi nazionali, interventi normativi e una vera regia centrale per risolvere il problema strutturale dell’approvvigionamento idrico nell’area, senza continuare a prosciugare un bacino che non ha più margini.
Il conto alla rovescia è iniziato
Ogni mese che passa, il tempo a disposizione si accorcia.
Se non si cambia rotta, il Lago Albano rischia la stessa sorte di tanti altri bacini naturali svuotati dal consumo umano e da una gestione irresponsabile.
Non si può più ignorare che un territorio intero, oggi, beve a spese di un ecosistema che si sta spegnendo.

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