L’area interessata dal ‘frazionamento’ è quella adiacente la famosa pineta.
La decisione è stata assunta dalla delibera di Giunta comunale il 15 luglio scorso, approvando un atto di indirizzo che segna l’avvio, in via sperimentale, della gestione condivisa di spazi pubblici.

Non si tratta di una semplice concessione di aree, ma di un vero e proprio cambio di paradigma: l’Amministrazione comunale di Albano guidata dal sindaco Massimiliano Borelli scommette sulla partecipazione dal basso, sulla responsabilizzazione dei cittadini e sull’impiego del verde urbano come strumento educativo e di coesione.
Albano, Villa Doria divisa tra pubblicità e attività sociali: il doppio binario
Il progetto si muove lungo due direttrici principali:
- da un lato la possibilità, per i soggetti adottanti, di utilizzare le aree verdi anche per fini pubblicitari;
- dall’altro la promozione di attività ludiche, artistiche e sociali finalizzate all’educazione civica, soprattutto delle giovani generazioni.
La finalità economica, dunque, si intreccia con una visione culturale e sociale della gestione del patrimonio collettivo.
I privati potranno installare arredi o strutture a fini promozionali, ma a fronte di precisi obblighi di manutenzione e tutela.
La villa, di proprietà comunale, resterà pubblica e accessibile, ma sarà in parte gestita da terzi che ne garantiranno decoro e fruibilità.
Una villa nobiliare che diventa bene comune
Villa Doria non è un giardino qualsiasi. Storicamente legata all’aristocrazia romana, oggi è uno spazio cruciale per la vita sociale e culturale di Albano.
L’amministrazione di Albano punta a valorizzare questo patrimonio, al momento piuttosto ‘trascurato’, trasformandolo in uno spazio dinamico, rigenerato anche grazie alla creatività di associazioni e cittadini.
Il progetto non prevede una cessione, ma una “adozione” delle aree, regolata da una convenzione rigorosa.
L’iniziativa intende contrastare il degrado, rendere più vivibile l’area e stimolare nuove forme di aggregazione, in particolare nei settori giovanili e associativi.
È una risposta alla crescente domanda di spazi pubblici curati e accessibili, ma anche un modo per ridurre i costi di gestione a carico dell’ente.
I vincoli imposti agli “adottanti”
I soggetti che adotteranno uno dei lotti dovranno rispettare una serie di obblighi stringenti.
Oltre alla manutenzione ordinaria — taglio siepi, eliminazione erbe infestanti, sistemazione del verde — saranno tenuti a non alterare la destinazione d’uso pubblica delle aree e a garantirne la fruizione gratuita.
Sarà vietato ogni utilizzo a scopo di lucro e ogni attività che possa generare discriminazioni tra i frequentatori dello spazio.
Inoltre, l’impiego di diserbanti chimici sarà vietato, così come ogni modifica non autorizzata.
Gli interventi dovranno essere autorizzati dal Comune di Albano e le strutture eventualmente installate diventeranno patrimonio dell’ente al termine della convenzione, salvo richiesta contraria.
L’area dovrà rimanere aperta, sicura, curata e pienamente accessibile.
La sperimentazione e i prossimi passi
Il progetto ha, al momento, carattere sperimentale. Sarà il Settore V del Comune di Albano a predisporre lo schema di convenzione da sottoporre ai soggetti interessati, che dovranno candidarsi attraverso un avviso pubblico.
Gli esiti di questa prima fase determineranno la possibilità di estendere o rimodulare l’iniziativa.
La delibera si inserisce in un quadro normativo già esistente, che prevede l’adozione di aree pubbliche da parte di privati come forma di collaborazione tra cittadini e amministrazione.
Ora però l’intento è più ambizioso: non solo mantenere il decoro, ma stimolare partecipazione, educazione alla legalità e promozione di valori condivisi.

Una nuova idea di città
Con questa operazione, la Giunta di Albano cerca di ridisegnare il rapporto tra istituzioni e cittadini, partendo da un simbolo identitario come Villa Doria.
Se la sperimentazione funzionerà, potrebbe diventare un modello replicabile altrove, dimostrando che la gestione del bene comune non è solo compito dell’ente pubblico, ma responsabilità condivisa.
L’amministrazione di Albano ha scelto la strada della fiducia nella società civile, puntando su una visione inclusiva e partecipativa della cosa pubblica.
Resta ora da vedere se i cittadini e le associazioni sapranno raccogliere la sfida e se, davvero, la bellezza e la dignità degli spazi pubblici potranno rinascere anche grazie alla cura collettiva.
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