La Giunta comunale guidata dal sindaco Veronica Felici ha approvato un progetto da mezzo milione di euro per climatizzare due degli asili pubblici della città: “L’Isola che non c’è” e “Piccole Orme”.
Una notizia che, almeno sulla carta, sembra accogliere le richieste di famiglie e operatori del settore, esasperati dalle temperature torride nelle aule durante l’estate.
Tuttavia, l’intervento è accompagnato da cifre di spesa previste per realizzare i due interventi davvero considerevoli, dal punto di vista economico.
Un progetto prioritario, ma con costi…
La delibera di Giunta Felici n. 134 del 23 luglio 2025 ha individuato la realizzazione degli impianti di climatizzazione nei due nidi comunali come intervento prioritario per accedere ai fondi regionali stanziati dalla Legge di Stabilità del Lazio.
Il Comune di Pomezia punta infatti a ottenere un finanziamento a fondo perduto di 500.000 euro, corrispondente al 100% della spesa prevista, tramite il “Programma straordinario regionale di investimenti pubblici”.
Una cifra imponente per un’opera che, secondo il progetto, comprende anche analisi tecniche, sicurezza, IVA, spese accessorie e incentivi per il personale interno.
Il solo intervento sui due asili ha un costo di base d’asta pari a 340.269 euro, di cui oltre 68.000 euro destinati alla manodopera.
Gli oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso superano gli 8.000 euro. Ma a far lievitare il totale sono soprattutto le cosiddette “somme a disposizione della stazione appaltante”, che includono spese tecniche, imprevisti e IVA per un totale di quasi 160.000 euro.
Secondo i documenti ufficiali, il Comune di Pomezia ha dichiarato di non aver già ottenuto altri fondi per l’intervento, inclusi quelli del PNRR. Un modo per blindare la candidatura al finanziamento regionale ed evitare esclusioni per cumulo di contributi.
I dubbi sulla cifra alta
Se da un lato il progetto risponde a un’esigenza concreta – proteggere la salute dei bambini nei mesi estivi – dall’altro colpisce per l’entità della spesa, che appare forse sproporzionata rispetto all’intervento in sé.
Il confronto con i costi sostenuti da altre città per operazioni simili fa emergere un’inevitabile domanda: era davvero necessario arrivare a una cifra di mezzo milione per dotare due asili di un sistema di climatizzazione?
L’iniziativa sarà finanziata, se approvata, dalla Regione Lazio nell’ambito di un piano più ampio da quasi 40 milioni di euro, destinato alle infrastrutture pubbliche e alla mobilità.
La parte riservata alle “infrastrutture sociali” – dove rientrano gli asili – è pari a poco più di 12 milioni. In questo contesto, il progetto pometino si posiziona tra i più onerosi, pur non rappresentando un’opera strutturale di nuova costruzione.
Conclusione: aria fresca, conti bollenti
La climatizzazione nei nidi di Pomezia sarà senza dubbio un sollievo per bambini e personale scolastico.
Ma resta da capire se un simile investimento sia realmente sostenibile e proporzionato.
In una fase storica in cui si parla tanto di ottimizzazione della spesa pubblica, trasparenza e rendicontazione, il progetto solleva interrogativi che non possono essere ignorati.
Aria fresca, sì, ma con il conto da pagare per i cittadini del Lazio, qualora il progetto pometino sarà premiato, sarà decisamente da “mancamento d’aria”.
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