La notizia non è stata divulgata subito ed è balzata agli onori delle cronache solo durante il Consiglio comunale di Lanuvio tenutosi lunedì 28 luglio.
In quella sede la consigliera di minoranza Ilaria Signoriello ha attaccato sindaco e maggioranza proprio sulla gestione di quei tanto contestati impianti di rilevamento della velocità.
Impianti che hanno permesso al Comune di Lanuvio di incassare cifre esorbitanti: non conosciamo gli importi, ma sarebbero davvero molto alte.

La Cassazione è certa: gli autovelox non sono a norma
Lo spegnimento è stato deciso anche dopo l’ennesima sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato in pratica l’irregolarità di tali impianti, anche se autorizzati e anche se soggetti a regolari periodici controlli di taratura.
Tutta la discussione legale verteva sul fatto che gli autovelox in circolazione sono impianti forniti di autorizzazione, ma non di omologazione.
Negli anni alcune circolari ministeriali hanno “fatto passare” il concetto che tra autorizzazione e omologazione ci sia una equivalenza.
Ma la Corte di Cassazione con la famosa sentenza n. 10.505 del 18/04/2024 ha stabilito che non è così. Pertanto gli impianti autovelox non sono a norma
Questo perché per omologare un impianto bisogna stabilire regole e procedimenti ben precisi, che però non sono mai stati varati.
La taratura per gli autovelox non basta
Dal 2024 i Comuni hanno però continuato a fare multe. La loro ‘scappatoia’ era dovuta al fatto che gli impianti erano comunque soggetti a una periodica taratura certificata e questo bastava a garantirne l’esattezza delle misure.
Ora però la Cassazione, con la sentenza 12.924 del 6 maggio 2025, ha confermato che:
“è illegittimo l’accertamento eseguito con apparecchio “autovelox” approvato ma non debitamente omologato, atteso che la preventiva approvazione dello strumento di rilevazione elettronica della velocità non può ritenersi equipollente”
e in più ha aggiunto che:
l’esistenza o meno della taratura annuale dell’apparecchiatura di rilevamento della velocità è cosa diversa e, in rapporto alle difese del soggetto sanzionato, recessiva rispetto alla contemporanea necessità che l’apparecchiatura “autovelox” sia stata (altresì, approvata e) “omologata”
Non c’è più scampo: chi usa gli autovelox, oggi, lo fa irregolarmente.
Infatti tutti gli automobilisti che hanno fatto ricorso contro le multe del Comune di Lanuvio, hanno vinto, questo almeno dichiarano membri dell’opposizione politica.
Gli autovelox restano, ma non faranno multe
Ora gli autovelox sono stati spenti. Gli impianti però non verranno disinstallati. Resteranno lì come deterrente per ricordare agli automobilisti di non eccedere con la velocità.
Per il sindaco e il Comune di Lanuvio si apre però a nostro giudizio un bel problema.
L’autovelox fu installato su richiesta del Comitato di Quartiere Bellavista, con un lavoro molto certosino e attento per quello che riguarda le autorizzazioni.
Il problema “omologazione” sembrava superato anche dal contenuto di alcune circolari ministeriali interpretative, anche se successivamente smentite dai tribunali.
Dopo la sentenza di Cassazione del 2024 i Comuni potevano ancora accampare la giustificazione che la taratura degli impianti fosse al pari della omologazione (cosa smentita comunque dai Tribunali).
Qualche Comune ha iniziato a spegnerli. Lanuvio no.
Le responsabilità del Comune di Lanuvio
Ma anche dopo la sentenza dello scorso 6 maggio, ci chiediamo, il Comune di Lanuvio ha continuato a fare multe con quegli impianti?
Se così fosse, dovrebbe velocemente ritirare tutte le multe come forma di autotutela, perché sarebbe impossibile difendersi da eventuali ricorsi, che tra l’altro costerebbero ai cittadini grosse cifre per le spese legali.
E soprattutto bisogna tenere presente l’eventuale risvolto “penale”: sapere che gli impianti erano ormai ufficialmente considerati irregolari, ma avere comunque continuato ad utilizzarli per emettere multe è una colpa davvero molto grave. È anche perseguibile?
Da valutare appunto se c’è un risvolto anche penale o se questo sia “schermato” dal cosiddetto “Decreto Salvini”, che sposterebbe la data del permesso di utilizzare gli autovelox fino al 12 giugno 2025, anche senza omologazione, come sostiene il Comune di Lanuvio.
Ma, ci chiediamo noi, in attesa di regole per l’omologazione, si può comunque operare?
Facciamo un altro esempio. Un’automobile senza omologazione circola in strada. Se la fermano il proprietario può evitare il sequestro dell’auto solo giustificandosi che non sa come e dove fare l’omologazione?
La versione del Comune di Lanuvio
Il Comune di Lanuvio ha diffuso un comunicato in cui spiega la propria posizione e rivela come continuerà ad agire.
Lo riportiamo qui a seguire per intero:
“L’Amministrazione comunale di Lanuvio ribadisce con fermezza l’importanza del rispetto delle regole, in particolare quando si tratta di sicurezza stradale.
Gli autovelox installati nel territorio comunale, pur essendo attualmente non sanzionatori in attesa dell’omologazione prevista dal cosiddetto Decreto Salvini (il cui termine era fissato al 12 giugno 2025), restano attivi come strumento di prevenzione.
Non verranno quindi emesse sanzioni relative al periodo successivo alla scadenza, ma l’obiettivo primario rimane invariato: educare alla guida sicura e scoraggiare comportamenti pericolosi.
Questa nota intende fare chiarezza anche in seguito ad alcune dichiarazioni diffuse da organi di informazione locale, che hanno riportato le posizioni di esponenti politici comunali e sovracomunali appartenenti ad altri schieramenti politici, generando confusione e interpretazioni imprecise.
Si precisa che le apparecchiature utilizzate fino ad oggi sono state regolarmente approvate secondo le normative vigenti al momento dell’installazione.
Tale circostanza è puntualmente riportata nei verbali già emessi e notificati nel pieno rispetto del Codice della Strada, con regolare comunicazione alla Prefettura.
Non vi è stata, dunque, alcuna omissione o irregolarità nella gestione del servizio.
Le attuali disposizioni normative, richiamate anche dal Parere dell’Avvocatura dello Stato del 18 dicembre 2024 (n. CS 24083-2024, Sez. 4) e dalla Circolare del Ministero dell’Interno n. 995 del 23 gennaio 2025, prevedono l’uso di dispositivi omologati per la rilevazione della velocità.
Dal 13 giugno 2025, pertanto, non è più consentito l’utilizzo di apparecchiature solo approvate.
È fondamentale non dimenticare il vero obiettivo: salvare vite umane.
Secondo i dati ISTAT, nel 2024 in Italia si sono registrati 3.030 decessi per incidenti stradali – circa otto vittime al giorno – e oltre 233.800 feriti, con un costo sociale di circa 22,6 miliardi di euro.
La velocità, seconda solo alla distrazione tra le cause degli incidenti mortali, ha provocato oltre 19.490 sinistri nel solo 2024, mentre solo il 34% delle sanzioni ha riguardato il superamento dei limiti.
L’autovelox, dunque, non è uno strumento di “cassa”, ma un deterrente fondamentale in un tratto di strada noto per l’elevato tasso di incidentalità nei Castelli Romani. È un invito al rispetto delle regole e alla tutela della vita.
Il Comune di Lanuvio continuerà a promuovere la cultura della sicurezza stradale con ogni mezzo a disposizione, nel rispetto delle normative e con un solo obiettivo: salvaguardare i cittadini”.
Autovelox Lanuvio, ora la trasparenza
Non si può, naturalmente, non condividere il discorso sulla sicurezza in strada. Quello su cui ci sono differenti opinioni è su cosa fare per rendere le strade più sicure.
Ad esempio, sempre nel Comune di Lanuvio, sulla via Cisternense, dove le auto sfrecciano a forte velocità, sono state adottate differenti soluzioni. Segnaletica rinforzata, luci, dossi. Il risultato di far rallentare le auto sembra comunque raggiunto. Ma niente multe, quindi niente incassi.
Il Comune di Lanuvio si è sempre difeso dall’accusa di voler solo fare cassa con gli autovelox che facevano strage di romani ignari, ma anche di locali distratti.
Ma se è vero che lo scopo non è mai stato quello di fare cassa, perché non fare una operazione trasparenza, rendendo note le somme incassate in questi anni, quanti ricorsi di automobilisti sono stati persi, quante spese legali ha dovuto affrontare?
Da parte del Comune di Lanuvio i buoni propositi sono stati espressi. Ora aspettiamo i fatti
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