L’amministrazione comunale di Castel Gandolfo ha convocato in seduta straordinaria e urgente il Consiglio comunale per discutere la crisi idrica che sta colpendo il bacino, il cui livello si è abbassato di ben 27 centimetri in soli due mesi.
La convocazione, fissata per il 7 agosto alle ore 17:00 (con eventuale seconda convocazione l’8 agosto), punta a esaminare in dettaglio la nota dell’Autorità di Bacino datata 18 luglio 2025.
Al centro del dibattito ci saranno le decisioni da adottare per la gestione delle risorse idriche e per contrastare un fenomeno sempre più allarmante.
La notizia è stata diffusa da Paolo Gasperini, il presidente del Consiglio comunale di Castel Gandolfo, politico di lungo corso noto per le sue coraggiose battaglie ambientali contro la cementificazione del territorio e a tutela dell’ambiente naturale, in particolare proprio del lago Albano.
“Ormai – scrive Gasperini sui suoi canali social – tutti condividono sulle cause dell’ abbassamento. Il Tavolo tecnico, al quale fa parte anche il comune di Castel Gandolfo, ha individuato le soluzioni… sono stati trovati i fondi…BASTA ASPETTARE.
Sé non partono gli interventi Castel Gandolfo DECIDE per evitare il Danno Ambientale”.
Per seguire la seduta in streaming, quindi da remoto, basta collegarsi alla pagina:
https://www.youtube.com/@comune_di_castelgandolfo
Prelievi Acea senza soglie né compensazioni
Il cuore del problema è rappresentato dai cambiamenti climatici, ma anche dai continui prelievi di acqua effettuati da Acea S.p.A., la multiutility a maggioranza pubblica di proprietà del comune di Roma, che attinge 365 giorni l’anno per rifornire d’acqua 11 comuni dei Castelli Romani.
Il sistema di approvvigionamento idrico, in funzione H24, serve infatti: Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Colonna, Frascati, Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Palestrina, Rocca Priora, Zagarolo e, più recentemente, anche Rocca di Papa.
I prelievi avvengono in assenza di una soglia massima autorizzata (almeno da quanto a nostra conoscenza) e senza alcun sistema di compensazione idrica o di controllo dell’acqua prelevata (sempre da quanto a nostra conoscenza), determinando una costante emorragia del livello lacustre.
La mancanza di controlli e di una pianificazione sostenibile rende la situazione sempre più instabile e pone gravi interrogativi sulla tenuta a lungo termine del bacino.
Il senatore Silvestroni porta Acea in Parlamento
La vicenda ha ormai superato i confini locali, diventando oggetto di un’interrogazione parlamentare. A portare la questione a Roma è stato il senatore Marco Silvestroni (Fratelli d’Italia), che ha chiesto chiarimenti urgenti al Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e al Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.
Sigfrido Ranucci, da 'Report' ad Aprilia con "Diario di un trapezista"
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Silvestroni ha denunciato non solo l’abbassamento anomalo e continuo del livello del lago, ma anche l’avvio da parte di Acea di un cantiere da oltre 2,3 milioni di euro per quella che viene definita una “manutenzione straordinaria” della condotta idrica.
L’operazione, secondo il senatore, potrebbe celare in realtà un potenziamento della capacità di prelievo, aggravando ulteriormente la crisi idrica in atto.
Il monitoraggio dell’associazione Grottaferrata Sostenibile
In questo contesto, un ruolo chiave nel rilevare e documentare l’abbassamento del lago è stato svolto dall’associazione Grottaferrata Sostenibile, guidata da Giancarlo Della Monica, delegato comunale alla Sostenibilità Ambientale.

Attraverso una costante attività di monitoraggio indipendente, l’associazione ha reso pubblici i dati raccolti, in un periodo in cui il sito ufficiale dell’Autorità di Bacino risultava inaccessibile. Questi dati hanno rappresentato per mesi l’unico strumento affidabile per seguire l’evoluzione della crisi.
Proprio Grottaferrata Sostenibile ha evidenziato che dal 26 maggio al 25 luglio 2025 il livello del lago si è abbassato di 24 centimetri, una riduzione vertiginosa che si inserisce in un trend pluriennale: oltre 89 centimetri persi in meno di tre anni. Una discesa che, senza interventi immediati, rischia di proseguire con conseguenze irreversibili.
I livelli del lago sono visibili anche dai dati del monitoraggio dell’Autorità di Bacino (per leggere i dati CLICCA QUI).
Un ecosistema al collasso
Il lago Albano è un bacino vulcanico chiuso, privo di affluenti e naturalmente delicato.
Qualsiasi prelievo di acqua incide direttamente sul suo equilibrio idrogeologico e sull’intero ecosistema circostante. A oggi, non esiste una strategia pubblica a lungo termine per garantire la sopravvivenza del lago.
Il costante calo del livello delle acque minaccia la biodiversità, la qualità dell’aria e anche l’economia locale, legata al turismo e all’agricoltura.
Le proiezioni più fosche parlano di un possibile abbassamento di oltre un metro cubico entro la prossima estate.
Una sfida urgente per le istituzioni
La riunione del Consiglio comunale di Castel Gandolfo potrebbe rappresentare un primo passo verso un’inversione di rotta.
Le istituzioni locali sono ora chiamate a scegliere se agire con fermezza per salvare uno dei gioielli naturali più importanti del Lazio o se lasciare che si consumi un disastro annunciato.
Quel che è certo è che il tempo stringe. E la sopravvivenza del lago Albano – e con esso, di un intero equilibrio ambientale e sociale – non può più essere affidata solo alle misurazioni volontarie o alle interrogazioni parlamentari.
Serve una risposta concreta, trasparente e coordinata. Prima che sia troppo tardi.

























