A sollevare il caso, sono stati i consiglieri di opposizione Marco Lonzi e Anna Delle Chiaie.
La domanda era diretta all’Amministrazione: a che punto siamo con i lavori? E, soprattutto, perché i tempi del cronoprogramma rischiano di saltare?
La questione, oltre a riguardare un’opera da due milioni di euro circa, ha toccato la gestione delle risorse PNRR, su cui il Comune di Frascati non può permettersi passi falsi.
Frascati, il nodo dei costi
La sindaca, Francesca Sbardella, ha ammesso, senza giri di parole, davanti al Consiglio comunale di Frascati, che l’avvio del cantiere è bloccato.
Le aree sono state consegnate, ma l’impresa esecutrice ha sollevato obiezioni sui costi, lievitati per l’aumento dei prezzi dei materiali.
Una variabile che ha imposto un nuovo tavolo di confronto con la Città Metropolitana di Roma Capitale, responsabile del progetto.
L’impressione è che l’amministrazione voglia sbloccare l’opera, ma serve un accordo con la Città Metropolitana che regga sul piano economico.
La sindaca di Frascati ha assicurato che la soluzione è vicina e che il rispetto dei tempi resta l’obiettivo prioritario.
La riunione decisiva
La sindaca Sbardella ha parlato anche di un prossimo tavolo tecnico in cui si discuterà del cantiere.
Un tavolo attorno a cui siederanno RUP (Responsabile del Progetto), direttore dei lavori, ditta, progettista, rappresentanti comunale, la Città Metropolitana di Roma e la sindaca in persona.
Una riunione definita “risolutiva”, dalla Sbardella, per trovare la famosa “quadra” su tempi e costi.
L’impegno politico è forte: partire subito, con un nuovo cronoprogramma che verrà reso pubblico nei prossimi giorni. Ma resta la sensazione che l’equilibrio sia delicato e che ogni rinvio potrebbe trasformarsi in un caso politico e soprattutto perdere i fondi PNRR.
La stoccata dell’opposizione
Il consigliere d’opposizione Marco Lonzi, nel prendere atto della risposta, ha scelto di stemperare i toni, ma non ha nascosto l’attesa per l’esito dell’incontro decisivo.
Una sua battuta ironica in stile rugbistico, che ha strappato qualche sorriso in aula, non ha però cancellato la sostanza del messaggio: il Consiglio vigilerà e l’opposizione non permetterà che il progetto resti impantanato nelle pastoie burocratiche o nei rimbalzi di responsabilità.
Un’opera simbolo
Il campo di rugby di Cocciano, destinato a diventare un polo di eccellenza sportiva, non è solo un investimento infrastrutturale: è un progetto identitario per la città.
Il ritardo nell’avvio dei lavori pesa non solo sul calendario del PNRR, ma anche sulla credibilità amministrativa.
In un contesto politico già carico di sfide, la gestione di questo cantiere diventa banco di prova per l’efficienza e la capacità di mediazione del governo cittadino.
La partita si gioca ora tra numeri, atti e scadenze, ma l’esito avrà ricadute ben oltre il perimetro del campo di gioco.
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