Il Piano Regolatore, infatti, è già stato completato da oltre sette mesi, per la terza volta elaborato da commissioni ambiente diverse, ma continua a rimanere fermo negli uffici senza che si arrivi a una votazione pubblica.
Questo stallo provoca rabbia e frustrazione nella comunità, che teme l’installazione incontrollata di nuove antenne, senza regole chiare e senza tutele adeguate.
L’appello del Comitato
«In assenza di un piano regolatore – spiega Annunziata De Masi, vicepresidente del Comitato Comuni contro Elettrosmog (CCE) – chiunque potrebbe ritrovarsi improvvisamente un’antenna davanti alla finestra, senza alcun controllo né tutela. È come se Latina non avesse un regolamento per la costruzione degli edifici».
Le radici del problema affondano in anni di contenziosi e ritardi. Prima delle ultime elezioni comunali, le associazioni ambientaliste avevano incontrato la candidata sindaco, ottenendo rassicurazioni sul fatto che il Piano già approvato all’unanimità dalla commissione ambiente tra il 2021 e il 2022 sarebbe stato ripreso e portato avanti.
Quel documento aveva infatti raccolto il consenso trasversale di consiglieri di destra e sinistra, oltre che delle associazioni, grazie al lavoro coordinato da tecnici qualificati e rappresentanti istituzionali.
Ma dopo il cambio di amministrazione, il piano è stato accantonato senza spiegazioni.
Nonostante le numerose richieste di incontro e solleciti tramite PEC, né il sindaco né l’assessore all’ambiente hanno incontrato i cittadini interessati.
Ogni volta si riparte da zero
Quando, a seguito di una diffida, la commissione ambiente è stata convocata di nuovo, si è ripartiti da zero, con un regolamento basato su uno studio scartato in precedenza.
Il documento dell’ingegner Rosa, incaricato dal Comune tramite la ditta Ecoengineering, era infatti stato fortemente contestato per essere incompleto e non rispondente alle esigenze della comunità.
Leggi anche: Piano Antenne a Latina: la società EcoEngineering risponde e chiarisce
Oggi, dopo il terzo rifacimento del Piano, il documento resta congelato negli uffici e viene continuamente rimandato, con nuove proposte di modifica da parte della stessa ditta contestata.
Di fronte a questa “storia infinita”, le associazioni ambientaliste hanno deciso di intraprendere un’azione legale, affidandosi all’avvocato esperto in elettrosmog Luca Sacripanti.























