Un incendio che, ricordiamo, spaventò i Castelli Romani e Roma sud e costrinse alla chiusura dell’aeroporto di Ciampino.
Ciampino, richiesto un aumento del 300% dei rifiuti in arrivo
L’obiettivo oggi è quello di passare dalle attuali 35.000 tonnellate annue a 100.000 tonnellate, di cui 3.000 classificate esplicitamente come pericolose.
Un incremento quasi triplo, accompagnato dall’introduzione di nuovi codici di rifiuto e da un’espansione delle aree di stoccaggio.
L’azienda intendeva anche raddoppiare la superficie operativa e aumentare le operazioni di trattamento e smaltimento, puntando a sfruttare ogni metro disponibile dell’opificio.
Il progetto è stato sottoposto dalla Regione Lazio – Area Rifiuti a una complessa Conferenza di Servizi, un tavolo tecnico inter-istituzionale durata due anni, che ha coinvolto enti locali, autorità ambientali, Aeroporti di Roma, Vigili del Fuoco e ARPA Lazio.
Già in fase preliminare erano emerse criticità pesanti: la vicinanza a zone densamente abitate e scuole, la collocazione lungo la rotta di atterraggio dell’aeroporto di Ciampino — con rischi di “bird strike” dovuti ai rifiuti putrescibili — e la prossimità alla linea ferroviaria.
A queste si sono aggiunti i rilievi tecnici sull’adeguatezza delle aree di stoccaggio, le modalità di gestione dei rifiuti e la mancanza di risposte puntuali alle richieste di integrazione documentale.
Il peso dell’incendio che spaventò Castelli e Roma
Tra l’altro, il 16 settembre 2022 un primo incendio aveva interessato parte dei materiali presenti nel piazzale dell’impianto. Il rogo aveva richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco e destato allarme tra i residenti e nei comuni dei Castelli Romani.
Il 29 luglio 2023 si è ripetuto un episodio ancora più grave: un vasto incendio ha colpito i cumuli di rifiuti all’aperto, domato solo il 2 agosto, ossia dopo 5 giorni.

L’impianto è finito sotto sequestro giudiziario e l’autorizzazione operativa è stata sospesa dalla Città Metropolitana di Roma Capitale.
Questi eventi hanno pesato notevolmente sul giudizio finale, rafforzando le preoccupazioni per la sicurezza e la gestione dei materiali.
I pareri contrari
Nella riunione conclusiva dello scorso 7 agosto sono arrivati numerosi “no” che però hanno bloccato la proposta: parere negativo del Rappresentante Unico Regionale, dell’Area VIA, dell’Area AIA, di Aeroporti di Roma e del Comune di Ciampino.
Anche ARPA Lazio, nel parere tecnico del giugno 2023, aveva sottolineato la presenza di criticità non superate.
L’assenza di un piano dettagliato di adeguamento alle nuove norme antincendio e la gestione incompleta delle osservazioni sugli impatti ambientali hanno contribuito alla bocciatura.
Solo alcuni enti, come Roma Capitale e il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, avevano espresso pareri favorevoli ma con prescrizioni.
Il “NO” definitivo della Regione Lazio
La Regione Lazio ha chiuso quindi la Conferenza di Servizi con un Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale negativo.
Ossia con un semaforo rosso.
La conclusione è netta. Per la Regione Lazio non esistono le condizioni per un ampliamento così rilevante di un impianto già colpito da gravi incidenti e situato in un’area sensibile dal punto di vista ambientale e della sicurezza aerea.
La decisione, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, a inizio agosto, blocca di fatto il tentativo di ECO Logica 2000 di Ciampino di triplicare la propria capacità operativa, lasciando aperto il futuro dello stabilimento, ancora sotto sequestro.


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