Un intervento finanziato con fondi regionali per la stagione balneare 2025, ma che giunge a stagione ormai quasi conclusa.
I tempi tecnici per l’esecuzione fanno prevedere che i cartelli saranno collocati solo verso fine agosto.
Il divieto nasce dai dati ARPA
Il provvedimento deriva dalle analisi condotte dall’ARPA Lazio e trasmesse alla Regione a maggio scorso.
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Sulla base di questi dati, la Regione Lazio ha aggiornato la classificazione delle acque costiere, evidenziando criticità igienico-sanitarie in diversi tratti di litorale pometino.
I parametri hanno riguardato in particolare la presenza di agenti patogeni riconducibili a scarichi civili e agricoli, trasportati dai fossi che sfociano in mare.
Nonostante la segnalazione risalga a mesi fa, solo ora il Comune di Pomezia rende operativa – a quanto pare – l’apposizione della cartellonistica obbligatoria.
Torvaianica, niente bagno in 2 dei 9 chilometri di litorale
Le aree interdette si concentrano nei pressi degli sbocchi a mare dei corsi d’acqua che attraversano il territorio.
I divieti riguardano i tratti in prossimità di: Fosso di Pratica, Fosso della Crocetta, Fosso Orfeo, Fosso del Rio Torto e Foce del Rio Torno.
In ognuno di questi punti, la non balneabilità si estende per 250 metri a destra e a sinistra rispetto alla foce, generando ampie zone vietate lungo il litorale.
Complessivamente, due dei nove chilometri di costa risultano non accessibili ai bagnanti.
Il caso del Rio Torto: divieto permanente
Tra le aree più critiche spicca quella denominata “250 metri a sinistra del Fosso Rio Torto”. Qui il divieto non è stagionale ma permanente.
Il tratto, infatti, ha mantenuto per cinque anni consecutivi la classificazione “scarsa” prevista dal decreto legislativo 116/2008, facendo scattare la chiusura definitiva alla balneazione.
Si tratta di un provvedimento senza margini di deroga, che segna in modo irreversibile la fruibilità di quella porzione di mare.
Un affidamento da 9mila euro
Il Comune di Pomezia ha stanziato 9.313 euro, IVA compresa, per la sostituzione e l’installazione dei cartelli informativi.
La società incaricata, con sede in via Roma a Pomezia, dovrà occuparsi della fornitura e dell’apposizione della segnaletica lungo le spiagge libere.
L’intervento avviene con copertura economica garantita dai fondi regionali dedicati alla sicurezza delle spiagge.
Sicurezza, ma forse in ritardo
La segnaletica di divieto di balneazione non è un adempimento secondario. È uno strumento di tutela della salute pubblica e un obbligo legale per l’amministrazione, che deve garantire la corretta informazione ai cittadini sui rischi ambientali.
L’arrivo dei cartelli a fine agosto, tuttavia, riduce l’impatto immediato del provvedimento, lasciando scoperta gran parte della stagione turistica.
Resta però la necessità, anche in vista degli anni futuri, di rendere più tempestiva la traduzione dei dati scientifici in misure concrete di protezione sul litorale.
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