Quando abbiamo lanciato la notizia della nuova mega discarica ai confini con Pomezia e Albano e la zona protetta della Solfatara, qualcuno ha mirato a minimizzare: “Si tratta solo di inerti, di calcinacci. Non è pericolosa”.
Ma le cose non stanno proprio così.
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Quando si parla di impianti di smaltimento rifiuti, la storia ci insegna, bisogna sempre stare con gli occhi ben aperti, perché da piccole o comuni autorizzazioni si sono sviluppati poi impianti che di proroga in proroga sono aumentati a dismisura, altamente inquinanti, spesso protagonisti di numerosi scandali, processi e condanne.
È il caso di leggere bene le carte, prima di ‘sparare’ commenti che ci accusano di lanciare falsi “al lupo, al lupo”.
Nella nuova discarica di Roma anche ceneri di inceneritore
La decisione dello scorso 7 agosto della Regione Lazio a guida Francesco Rocca di prorogare di cinque anni la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) positiva del 2020 per il progetto, che era scaduta pochi giorni fa, sblocca un’opera fondamentale per i piani del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e di Acea.
L’autorizzazione V.I.A. positiva, originariamente rilasciata nel 2020, durante la Giunta Zingaretti bis, e firmata dall’ex dirigente Flaminia Tosini, permetterà alla discarica di ricevere non solo rifiuti inerti, ossia scarti edili e affini, tra i quali cemento e laterizi.
Tra le tipologie di scarto che la “Malagrotta-bis” potrà ospitare ve ne sono anche di ben più problematiche: le ceneri pesanti e le scorie, magari quelle prodotte dal futuro inceneritore di Roma.
L’ok di Zingaretti e Tosini alle ceneri di inceneritore
Questa possibilità era difatti già prevista, nero su bianco, nella Determinazione n. G10910 del 24 settembre 2020 della Direzione Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio, firmata proprio dalla ex dirigente Flaminia Tosini.
Il documento scaduto, ora prorogato di cinque anni dalla Regione Lazio guidata da Rocca, includeva difatti nel suo elenco di codici CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) il codice 19 01 12, specificatamente dedicato alle “ceneri pesanti e scorie, diverse da quelle di cui alla voce 19 01 13″.
Questo dettaglio ora assume un peso enorme alla luce della costruzione imminente del maxi-inceneritore Acea previsto poco distante da Tor Tignosa, a Santa Palomba, proprio al confine con il comune di Albano Laziale.

Meno di 3 chilometri e mezzo per portare le ceneri dell’inceneritore alla nuova discarica. Più comodo di così?
Infatti, guardiamo con attenzione quali materiali sono stati autorizzati già nel 2020 per questa nuova mega discarica. E non troviamo solo inerti.
ELENCO DEI CODICI CER RICHIESTI PER LA DISCARICA (D1) – tabella tratta da elaborato R2
– Relazione tecnica
CER Descrizione rifiuto Operazioni
01 01 02 rifiuti da estrazione di minerali non metalliferi D15, D1
01 03 08 polveri e residui affini diversi da quelli di cui alla voce 01 03 07 D15, D1
01 04 08 scarti di ghiaia e pietrisco, diversi da quelli di cui alla voce 01 04 07 D15, D1
01 04 09 scarti di sabbia e argilla D15, D1
01 04 10 polveri e residui affini, diversi da quelli di cui alla voce 01 04 07 D15, D1
01 04 12 sterili ed altri residui del lavaggio e della pulitura di minerali, diversi da quelli di cui alle voci 01
04 07 e 01 04 11 D15, D1
01 04 13 rifiuti prodotti dalla lavorazione della pietra, diversi da quelli di cui alla voce 01 04 07 D15, D1
01 05 04 fanghi e rifiuti di perforazione di pozzi per acque dolci D15, D1
01 05 07 fanghi e rifiuti di perforazione contenenti barite, diversi da quelli delle voci 01 05 05 e 01 05 06 D15, D1
01 05 08 fanghi e rifiuti di perforazione contenenti cloruri, diversi da quelli delle voci 01 05 05 e 01 05
06 D15, D1
01 05 99 rifiuti non specificati altrimenti D15, D1
02 04 02 carbonato di calcio fuori specifica D15, D1
02 07 01 Rifiuti prodotti dalle operazioni di lavaggio, pulizia e macinazione della materia prima D15, D1
03 03 09 fanghi di scarto contenenti carbonato di calcio D15, D1
06 03 14 Sali e loro soluzioni, diversi da quelli di cui alle voci 060311 e 060313 D15, D1
06 05 03 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 06 05 02 D15, D1
10 11 03 scarti di materiali in fibra a base di vetro D15, D1
10 12 03 polveri e particolato D15, D1
10 12 06 stampi di scarto D15, D1
10 12 08 scarti di ceramica, mattoni, mattonelle e materiali da costruzione (sottoposti a trattamento
termico) D15, D1
10 13 04 rifiuti di calcinazione e di idratazione della calce D15, D1
10 13 11 rifiuti della produzione di materiali compositi a base di cemento, diversi da quelli di cui alle voci
10 13 09 e 10 13 10 D15, D1
15 01 07 imballaggi in vetro D15, D1
16 11 06 rivestimenti e materiali refrattari provenienti da lavorazioni non metallurgiche, diversi da quelli
di cui alla voce 16 11 05 D15, D1
17 01 01 cemento D15, D1
17 01 02 mattoni D15, D1
17 01 03 mattonelle e ceramiche D15, D1
17 01 07 miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, diverse da quelle di cui alla
voce 17 01 06 D15, D1
17 02 02 vetro D15, D1
17 03 02 miscele bituminose diverse da quelle di cui alla voce 17 03 01 D15, D1
17 05 04 terra e rocce, diverse da quelle di cui alla voce 17 05 03 D15, D1
17 05 06 fanghi di dragaggio, diversa da quella di cui alla voce 17 05 05 D15, D1
17 05 08 pietrisco per massicciate ferroviarie, diverso da quello di cui alla voce 17 05 07 D15, D1
17 08 02 materiali da costruzione a base di gesso diversi da quelli di cui alla voce 17 08 01 D15
17 09 04 rifiuti misti dell’attività di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle voci 17 09 01,
17 09 02 e 17 09 03 D15, D1
19 01 12 ceneri pesanti e scorie, diverse da quelle di cui alla voce 19 01 13 D15, D1
19 01 14 ceneri leggere, diverse da quelle di cui alla voce 19 01 13 D15, D1
19 02 06 fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, diversi da quelli di cui alla voce 19 02 05 D15, D1
19 03 05 rifiuti stabilizzati diversi da quelli di cui alla voce 19 03 04 D15, D1
19 03 07 rifiuti solidificati diversi da quelli di cui alla voce 19 03 06 D15, D1
19 08 14 fanghi prodotti da altri trattamenti delle acque reflue industriali, diversi da quelli di cui alla voce 19 08 13 D15, D1
19 09 01 rifiuti solidi prodotti dai processi di filtrazione e vaglio primari D15, D1
19 09 02 fanghi prodotti dai processi di chiarificazione dell’acqua D15, D1
19 12 05 vetro D15, D1
19 12 09 minerali (ad esempio sabbia, rocce) D15, D1
19 13 02 rifiuti solidi prodotti dalle operazioni di bonifica dei terreni, diversi da quelli di cui alla voce 19
13 01; D15, D1
19 13 04 fanghi prodotti dalle operazioni di bonifica dei terreni, diversi da quelli di cui alla voce 19 13
03; D15, D1
19 13 06 fanghi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, diversi da quelli di cui alla
voce 19 13 05. D15, D1
20 01 02 vetro D15, D1
20 02 02 terra e roccia D15, D1
Nella discarica di presunti inerti è previsto l’arrivo, tra l’altro, anche di altri rifiuti come ceneri pesanti, scorie e varie tipologie di fanghi.
E la composizione delle ceneri di un inceneritore è ben diversa da quella di ‘semplici’ calcinacci.
Difficile non notare anche che tra gli impianti ancillari all’inceneritore di Gualtieri e Acea è previsto, tra gli altri, anche un biogas, che tra i propri scarti prevede proprio i cosiddetti fanghi.
Collegamenti Rocca-Gualtieri, discarica-inceneritore
La proroga della VIA positiva del 2020 scaduta da pochi giorni, concessa dall’amministrazione regionale di centrodestra guidata dal Presidente Francesco Rocca, è l’anello mancante che potrebbe collegare i due grandi progetti della Capitale: la discarica e l’inceneritore Acea.
Nonostante i due esponenti politici appartengano a schieramenti opposti, il via libera di Rocca alla richiesta di proroga di un’autorizzazione che era scaduta si inserisce perfettamente nel piano di Gualtieri di dotare Roma di un “termovalorizzatore” (così chiamano l’inceneritore, sperando di farlo accettare all’opinione pubblica).
I dubbi che rimangono senza risposta: ceneri dell’inceneritore nella discarica per inerti?
La discarica, con la sua capacità di oltre 5,5 milioni di tonnellate (9 volte il contestato invaso di Roncigliano), rischia quindi di diventare il sito di smaltimento per eccellenza per i residui della combustione dei rifiuti urbani dell’inceneritore Acea, offrendo una soluzione a un problema cruciale per l’inceneritore.
La discarica e l’inceneritore sono due facce della stessa medaglia: l’uno non può funzionare senza l’altro.
La scelta di Rocca di dare il proprio assenso a una parte cruciale del piano di Gualtieri, nonostante la vicinanza della discarica a Pomezia e alla Riserva Naturale, sta scatenando le proteste dei comitati di cittadini e degli ambientalisti.
Nella discarica per inerti posso andare ceneri di inceneritore?
Ci sono domande che hanno assolutamente bisogno di risposta.
Ma le ceneri di inceneritore posso finire in una discarica per inerti anche se al servizio di Roma?
I fanghi dei biogas posso finire in una discarica per inerti?
Speriamo che, presto, qualcuno ce lo dica.
Sembra il gioco delle tre carte, visto che ceneri di inceneritori e fanghi costituiscono rifiuti che poco hanno a che fare con gli inerti.
In ogni caso, il progetto della nuova maxi discarica, che si estende su una superficie di oltre 30 ettari e con una capacità di stoccaggio di quasi 4 milioni di metri cubi, ha già suscitato molte preoccupazioni per il suo impatto ambientale e sulla salute pubblica, e la prospettiva di ricevere anche ceneri di incenerimento non fa che aumentare la preoccupazione.




















