Il concerto si sarebbe dovuto tenere a in piazza Garibaldi a Naro, in provincia di Agrigento. A bloccare l’evento è stato il sindaco Milco Dalacchi. Il Primo Cittadino di Naro ha definito l’artista «persona non gradita» e ha preso posizione netta contro la sua presenza nel paese.
Il rapper e la famiglia criminale di Latina
Samuele Nisi è un giovane rapper siracusano, classe 2006. È diventato popolare soprattutto per un video uscito ad aprile, in cui canta di soldi facili, omertà e disprezzo per lo Stato, la magistratura e le forze dell’ordine. Nel video il rapper omaggia esplicitamente una nota famiglia criminale di Latina, i Di Silvio.
Il video di “Family”, il contestato brano del rapper siciliano, è stato girato a Latina in zona Campo Boario, noto quartier generale della famiglia Di Silvio. Non solo. Nel video appaiono anche alcuni membri del clan, mentre il rapper davanti ad una Ferrari rossa inneggia ai soldi facili e alla vita criminale.
La zona di Latina protagonista del video del rapper siciliano è facilmente identificabile. Si vede infatti, tra l’altro, il parco giochi di via Sante Palumbo.
Il Comune prende le distanze dall’evento
E pensare che il concerto era stato organizzato da un’associazione che si occupa di accoglienza di minori non accompagnati. Per questo originariamente il Comune di Naro aveva dato il proprio patrocinio. Ma il sindaco di Naro ha chiarito che «il Comune aveva dato il patrocinio all’evento più ampio, la “Discoteca sotto le stelle”, non certo al concerto in sé».
Dalacchi ha aggiunto di non conoscere il cantante personalmente e di aver subito contattato l’associazione organizzatrice. Quest’ultima ha immediatamente deciso di revocare la partecipazione del rapper.
«Ho chiarito fin da subito che non sarebbe stato permesso intervenire, e così è stato», ha concluso il primo cittadino, che ha garantito di aver preso tutte le misure necessarie per evitare ulteriori disordini.
L’episodio ha scatenato un acceso dibattito nella piccola cittadina barocca, ma per ora il sindaco resta fermo nella sua decisione di tutelare l’immagine e la sicurezza della comunità.
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