Lo stesso giorno si è svolta una piccola commemorazione per ricordare la morte di Awdah, organizzata dall’associazione Gaza Free Style a cui hanno partecipato alcuni abitanti del quartiere.
Il disegno, realizzato con la tecnica del poster, ritrae Awdah sorridente e i simboli della resistenza palestinese: una fetta di cocomero e la scritta in arabo “Palestina libera”.

Awdah Hathaleen, l’attivista palestinese amico della Garbatella
Awdah Hathaleen era un attivista palestinese non violento. Aveva 31 anni, 3 figli, era insegnante ed è stato ucciso a Masafer Yatta, in Cisgiordania, da un colono israeliano.
Era infatti impegnato per la causa palestinese contro l’espropriazione delle terre occupate da parte dei coloni israeliani. Aveva collaborato alla realizzazione del film No Other Land, vincitore dell’Oscar come Miglior Documentario nel 2025.
Nel suo villaggio Umm al Khair sono state vietate le cerimonie di commemorazione e per questo amici e attivisti hanno scelto di fare una piccola cerimonia a Roma. Awdah Hathaleen era stato diverse volte nella città e conosceva bene il quartiere Garbatella.

Scrive l’artista Laika in un post su Instagram dedicato all’opera:
“Ad Umm Al Khair hanno proibito anche la sua commemorazione, il diritto a piangere un attivista infaticabile, un compagno, un insegnante, un padre, un marito.
È così che agisce l’occupazione israeliana, priva i palestinesi della propria dignità anche da morti; deumanizza la perdita, il dolore, l’amore.
Per questo noi Awdah Hathaleen l’abbiamo commemorato a Roma, perché la solidarietà sconfina le coordinate geografica e trasforma in memoria di resistenza”.
Il documentario vincitore dell’Oscar, “No Other Land”
Awdah Hathaleen aveva collaborato alla realizzazione del film No Other Land che a marzo 2025 ha vinto l’Oscar come Miglior Documentario.
Il film è opera di un collettivo di quattro giovani attivisti palestinesi e israeliani che hanno documentato la violenta occupazione in corso in Cisgiordania, in particolare nell’area di Masafer Yatta.
Le riprese sono state effettuate tra il 2019 e il 2023, ma il film include anche tanti filmati e video registrati precedentemente da uno dei registi, Basel Adra, e dalle persone locali.
Una denuncia delle violenze, delle espropriazioni forzate e delle incursioni militari da parte degli israeliani nei villaggi palestinesi nell’area di Hebron, in Cisgiordania.
Chi è la street artist Laika: tra arte urbana e attivismo
Laika 1954 è lo pseudonimo della street artist romana, ispirato al nome della prima cagnetta mandata in orbita a bordo di un razzo e la sua data di nascita.
La sua identità non si conosce: appare sempre con una maschera e una parrucca. Dal 2019 si è fatta conoscere nel panorama romano, e non solo, per le sue opere di street art.

Lavora con la tecnica del poster e le sue opere non sono semplicemente arte ma anche attivismo.
Diritti LGBTQI+, migrazione, femminismo, disarmo: sono solo alcuni dei temi affrontati nelle sue opere. Sulla causa palestinese aveva già realizzato altre opere in passato.
Con la sua arte fa politica e lei stessa si definisce sul suo profilo Instagram “artivist, antifa e divisiv*”.
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