La società telefonica aveva impugnato il ‘No’ all’installazione di un traliccio per la telefonia mobile in via Frascati. Ma i giudici hanno confermato la legittimità della decisione comunale.
Secondo la sentenza, l’area individuata per l’impianto è sottoposta a vincoli paesaggistici e ambientali che impediscono la realizzazione dell’opera.
Lo scontro tra Rocca di Papa e Vodafone
La vicenda nasce addirittura nel 2012, quindi 13 anni fa, quando Vodafone presentò domanda al Comune di Rocca di Papa per installare un impianto di comunicazione.
Il Comune negò l’autorizzazione, richiamando l’assenza di pareri e nulla osta fondamentali: quello del Parco Regionale dei Castelli Romani, dell’autorità paesaggistica e degli uffici regionali competenti per i vincoli idrogeologici e sismici.
La società contestò anche quel ‘No’ sostenendo che l’amministrazione avrebbe dovuto sospendere la pratica in attesa dei pareri, e non respingerla.
L’area sotto tutela
La zona interessata dall’impianto ricade, però, all’interno del Parco dei Castelli Romani ed è soggetta a una fitta rete di vincoli: paesaggistico, idrogeologico e sismico.
Si tratta di un territorio di pregio naturalistico e ambientale, dove qualsiasi intervento edilizio necessita di autorizzazioni specifiche.
Proprio la mancanza del parere favorevole della Soprintendenza e degli altri enti preposti è stata ritenuta decisiva dai giudici amministrativi per confermare il diniego.
La decisione del TAR del Lazio
Il TAR del Lazio ha ricordato che, in presenza di vincoli paesaggistici, l’autorizzazione edilizia per impianti di telefonia non può essere rilasciata senza la preventiva valutazione di compatibilità ambientale.
La normativa in materia di comunicazioni elettroniche, pur semplificando i procedimenti, non consente di aggirare le tutele poste a difesa del patrimonio naturale e culturale.
In assenza di tali pareri, non è possibile applicare il silenzio-assenso, strumento che in altri contesti consente di velocizzare le procedure autorizzative.
Un precedente importante
La sentenza si inserisce in un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, secondo cui la diffusione delle infrastrutture di rete non può prevalere sugli interessi costituzionalmente tutelati dell’ambiente e del paesaggio.
Il Tribunale ha richiamato pronunce analoghe di altri tribunali amministrativi e del Consiglio di Stato, e sottolineato come le norme semplificative del Codice delle comunicazioni non siano applicabili in aree vincolate.
Le prospettive future
Il Collegio del TAR del Lazio ha anche chiarito che le modifiche legislative intervenute negli anni successivi alla vicenda non incidono sul caso specifico, regolato dalle norme vigenti al momento del diniego del Comune.
Vodafone potrà, se lo riterrà opportuno, presentare una nuova istanza alla luce della normativa attuale, ma l’esito resterebbe comunque condizionato dai vincoli paesaggistici e ambientali.
Con questa decisione, il TAR del Lazio mette un punto fermo su una battaglia amministrativa durata oltre dieci anni.
Rocca di Papa conferma così la tutela del proprio territorio e del Parco dei Castelli Romani, impedendo la realizzazione di un’infrastruttura ritenuta incompatibile con il contesto paesaggistico.
Per Vodafone, la bocciatura rappresenta un ostacolo rilevante, mentre per la comunità locale il verdetto è un segnale forte a difesa dell’ambiente e del patrimonio naturale.
In ogni caso, Vodafone potrà presentare ricorso al Consiglio di Stato contro tale sentenza, anche se i giudici hanno già citato sentenze che sarebbero a loro sfavorevoli.
Leggi anche: Rocca di Papa, stop a nuove ville vista Roma: la decisione del Tribunale























