Nella loro lettera aperta, indirizzata alla giunta, parlano senza mezzi termini di “una situazione di diffusa illegalità” e di un’amministrazione che appare “immobile e volutamente sorda alla voce dei residenti e dei frequentatori del lido”.
Incuria e degrado
Il quadro descritto è quello di un lungomare segnato dall’incuria: discese a mare pericolanti, marciapiedi invasi dalle erbacce, spiagge libere sporche e mal gestite, lidi fatiscenti ed edifici abbandonati da anni.
“È un’immagine plastica di luogo in abbandono e fuori controllo”, scrivono i promotori, ricordando che il degrado non riguarda solo il decoro urbano ma incide anche sulla sicurezza, sulla vivibilità e sul turismo.
La protesta non si ferma alla denuncia. I cittadini chiedono un impegno concreto e immediato.
“Attualmente il budget totale del Comune di Latina per il 2025 ammonta a 150 milioni di euro. Quello destinato alla manutenzione del litorale è appena di 70 mila euro, lo 0,04% del totale. È evidente che per il Comune il litorale non è una priorità”, sottolineano, proponendo di destinare almeno l’1% del bilancio complessivo, pari a 1,5 milioni di euro, alla cura ordinaria della Marina.
I disagi per i residenti e le proposte
Tra i problemi più sentiti c’è anche l’inquinamento acustico: musica a volume altissimo fino all’alba, schiamazzi notturni e assenza di controlli da parte delle autorità. Secondo i cittadini, il Comune dovrebbe obbligare i gestori a dotarsi di fonometri e incaricare l’Arpa delle verifiche, applicando la linea della “tolleranza zero” contro i microcrimini, come avvenne a New York negli anni ’90 con la “teoria delle finestre rotte”.
I promotori del gruppo non si limitano a contestare ma avanzano anche proposte. Chiedono, ad esempio, la nascita di una Proloco dedicata esclusivamente al litorale, separata da quella cittadina, e l’avvio immediato di interventi di riqualificazione in vista del centenario della bonifica pontina, che cadrà nel 2028, e del centenario della fondazione di Latina, previsto nel 2032.
Chiesto un incontro
“Non vogliamo solo belle commemorazioni e parole al vento. Vogliamo un massiccio intervento che parta subito, per restituire dignità a un territorio che potrebbe essere un volano turistico ed economico straordinario”, scrivono.
Il tono della lettera è di forte appello alle istituzioni. “Sindaco, vicesindaco, assessori, autorità: intervenite! Dovete lavorare in nome del rispetto delle migliaia di persone che un secolo fa hanno realizzato la bonifica pontina per rendere questa zona unica e meravigliosa”.
La richiesta finale è chiara: un incontro con una delegazione di cittadini per discutere le criticità una per una e costruire insieme un percorso di rinascita.





















