Tra il 25 e il 28 agosto, i tre municipi discuteranno e voteranno la richiesta, da inviare proprio a Gualtieri, di aprire un’Inchiesta pubblica ai sensi dell’articolo 24 del decreto legislativo 156 del 2006, strumento previsto nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).
L’obiettivo è mettere nero su bianco le preoccupazioni dei territori limitrofi al futuro polo impiantistico voluto dal sindaco di Roma e commissario straordinario per i rifiuti, Roberto Gualtieri.
Inceneritore Acea di Gualtieri, un progetto contestato
Il maxi-inceneritore che Acea e il sindaco Gualtieri intendono realizzare a Roma-Santa Palomba rappresenta una delle opere più discusse del piano rifiuti legato al Giubileo 2026.
Gualtieri è stato nominato Commissario dei Rifiuti dall’ex premier Mario Draghi. L’impianto, pensato per trattare 600mila di tonnellate di scarti l’anno, si colloca al confine tra i territori di Albano, Ardea e Pomezia, in una zona già segnata negli anni da forti criticità ambientali e urbanistiche.
Proprio per questo, le amministrazioni locali hanno deciso di opporsi compatte, denunciando rischi per la salute, l’ambiente e la qualità della vita dei cittadini.
L’inchiesta pubblica richiesta dai Consigli comunali costringerebbe Roma Capitale a raccogliere osservazioni, analisi e pareri tecnici prima di procedere con l’iter autorizzativo.
Pomezia contesta l’iter di Gualtieri
Se i tre Comuni appaiono uniti nella battaglia politica, è Pomezia a distinguersi con un’azione amministrativa molto più incisiva.
La sindaca Veronica Felici ha infatti contestato duramente la decisione di Roma Capitale di ridurre drasticamente i tempi per presentare le osservazioni tecniche sul progetto.
In pieno mese di agosto, al Comune di Pomezia sono stati concessi soltanto 20 giorni per analizzare migliaia di pagine di documentazione relativa alla VIA.
Una tempistica giudicata inaccettabile dall’amministrazione pometina, che ha formalmente chiesto una proroga dei termini.
Secondo la sindaca, restringere i tempi proprio a ridosso di Ferragosto equivale a impedire un esame approfondito e a ridurre le possibilità di un contributo effettivo da parte degli enti locali.
Albano e Ardea troppo ‘soft’ (al momento)
Diverso l’atteggiamento di Albano e Ardea. Entrambi i Comuni voteranno in Consiglio la richiesta di inchiesta pubblica, ma non hanno, da quanto ci è dato sapere, ancora adottato iniziative amministrative per contestare i tempi imposti da Roma.
Ad Albano, il sindaco Massimiliano Borelli guida una maggioranza di centrosinistra che si è espressa contro l’impianto, mentre ad Ardea il primo cittadino Maurizio Cremonini, di centrodestra, condivide le stesse preoccupazioni.
Tuttavia, al momento, nessuno dei due avrebbe seguito l’esempio di Pomezia nella richiesta formale di proroga dei tempi.
Questo fa emergere una differenza sostanziale: mentre tutti contestano l’opera sul piano politico, solo Pomezia si muove concretamente per rallentare l’iter autorizzativo e mettere davvero alle strette il commissario Gualtieri, sul piano amministrativo-burocratico.
Una battaglia destinata a pesare
La vicenda dell’inceneritore di Santa Palomba non riguarda soltanto il futuro dei rifiuti romani, ma anche il rapporto di forza tra la Capitale e i Comuni dell’hinterland.
Con l’approvazione delle delibere nei prossimi giorni, la sfida entrerà in una fase decisiva.
Roma spinge per rispettare le scadenze del Giubileo, i Comuni confinanti chiedono trasparenza e tempi adeguati per valutare le conseguenze ambientali.
In mezzo, i cittadini, preoccupati per un impianto che potrebbe segnare il territorio per i prossimi cinquant’anni.
A oggi, Pomezia appare l’unico Comune pronto a opporsi non solo con i voti in Consiglio, ma anche con strumenti amministrativi capaci di rallentare realmente il percorso voluto da Gualtieri.
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