Il Comune di Ardea ha infatti perso il finanziamento regionale di oltre mezzo milione di euro che la Regione Lazio aveva messo a disposizione per il recupero e la razionalizzazione degli alloggi ERP.
La notizia è ufficiale e nero su bianco: nella Determina di presa d’atto del definanziamento si legge infatti che
“l’intervento oggetto del finanziamento riguarda i lavori di recupero e razionalizzazione degli immobili e alloggi ERP siti in Via del Tempio e Piazza Mazzini, volto a migliorare sia le condizioni abitative dei residenti sia il decoro urbano dell’area interessata; Preso atto che il suddetto finanziamento regionale è stato revocato a causa del mancato rispetto delle tempistiche previste”.
Una perdita pesante per Ardea
Si trattava di un finanziamento pari a 518.638 euro, annunciato con entusiasmo dall’amministrazione comunale di Ardea e affidato per la progettazione allo Studio Scidà di Roma.
L’intervento avrebbe dovuto migliorare non solo le condizioni abitative delle famiglie assegnatarie, ma anche il decoro urbano di una delle aree più degradate del centro storico.
Per Ardea non si trattava di un investimento qualunque: già nel 2022 il Comune aveva redatto per la prima volta una graduatoria per l’assegnazione di circa 200 appartamenti popolari, molti dei quali però risultavano già occupati, alimentando tensioni e polemiche.
Il recupero delle case popolari di Piazza Mazzini era quindi visto come un passo necessario e urgente.
Tentativi di recupero per le case popolari
Il Comune di Ardea non ha però intenzione di arrendersi del tutto.
È in corso un’interlocuzione con la Regione Lazio per valutare la possibilità di finanziare comunque il progetto di recupero delle case popolari utilizzando eventuali “eccedenze” disponibili nei fondi regionali.
In sostanza ci sono altri interventi finanziati per altre case popolari a cui il Comune di Ardea rinuncerebbe per “dirottare” quei soldi su piazza Mazzini, che ha bisogno di interventi rapidi.
Resta però l’amaro in bocca per un’opportunità persa che rischia di tradursi in un ulteriore rinvio di interventi attesi da anni.
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