L’ordinanza comunale proroga fino al 30 settembre la chiusura di via Isole, interdetta ormai da 15 mesi per i lavori di messa in sicurezza del ponte sul fosso affluente Spaccasassi.
Il tratto interessato è quello all’incrocio con via Pacinotti, via Spaccasassi e via Malcavallo.
Il ponte, che collega un’area densamente abitata, doveva essere riaperto in tempi relativamente brevi, ma i ritardi si sono accumulati e il cantiere sembra lontano dalla conclusione.
La situazione ha generato malcontento, che sui social si è trasformato in una vera e propria valanga di critiche.
I cittadini di Aprilia usano i social per protestare
Nei gruppi Facebook dedicati alla città, i commenti parlano chiaro.
C’è chi, esasperato, scrive:
“Fate come me: qui nella mia zona abbiamo dovuto asfaltare da soli la strada tanti anni fa. Per i voti si fanno vedere, poi spariscono. La gente come voi mi fa schifo”*.
Un altro aggiunge:
“Tutte le strade in periferia ad Aprilia asfaltate sono sponsorizzate dai cittadini. Alcune non hanno fogne, metano, neanche le luci”.
C’è chi ironizza:
“Se si chiama un camion con gru e cassone, si levano quelle barriere, il Comune manco se ne accorgerebbe. Provare per credere”.
Molti parlano di indignazione e protesta:
“Proviamo a fare una bella manifestazione davanti al Comune con tanto di letame?”. E ancora: “Bisogna coinvolgere il comitato e andare al Comune a farci sentire”*.
Altri, semplicemente, esprimono amarezza:
“Che tristezza infinita”, “Che vergogna”, “È vergognoso”.
Non manca il paragone con grandi opere:
“Ponte Morandi sei mesi ed era pronto… fanno ridere”,
osserva un cittadino.
C’è anche chi se la prende con gli assessori, ignorando che il Comune di Aprilia è commissariato da oltre un anno e questo la dice lunga su quanto i cittadini si interessino della pubblica amministrazione, se non quando le conseguenze toccano il proprio quotidiano.
Enormi disagi. E quel silenzio dell’amministrazione
La chiusura di via Isole non è solo un problema di viabilità, ma anche di sicurezza e qualità della vita quotidiana.
I residenti lamentano deviazioni lunghissime (quasi 5 chilometri), traffico congestionato e l’impressione di vivere in un territorio trascurato dalle istituzioni.

Con la nuova proroga, la riapertura del ponte appare sempre più lontana.
Intanto cresce la voglia di mobilitazione: tra chi invoca manifestazioni, chi propone azioni simboliche e chi semplicemente si sente abbandonato, la misura sembra ormai colma.
Quello che dà veramente fastidio non è solo l’incapacità a completare l’opera, ma il silenzio che avvolge la questione. Nessuno spiega ai cittadini che cosa sta accadendo
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