La misura è scattata in seguito alla demolizione di uno storico casale rurale di impianto otto-novecentesco, successivamente ristrutturato negli anni ’50-’60, considerato dalla Soprintendenza “elemento identitario del paesaggio rurale” e inserito tra i beni da salvaguardare dal Piano territoriale paesistico regionale.
Nelle prescrizioni del parere negativo rilasciato lo scorso 14 aprile, si raccomandava infatti la valutazione di alternative che consentissero il mantenimento della struttura.
Ma così non è stato.
Ma il casale è stato già demolito
Il Comitato spontaneo di Via Scrivia, per mezzo della sua presidente Faancesca Tintori, aveva nei giorni scorsi presentato una richiesta urgente al TAR di bloccare la demolizione del Casale storico, sul cui abbattimento la Soprintendenza alle Belle arti aveva dato parere negativo. Quel casale non andava demolito.
Ma in data 7 agosto la demolizione è stata effettuata comunque.
Il video della demolizione del Casale storico
Chiesto lo stop
In seguito agli esposti presentati dai cittadini infuriati la Soprintendenza ha dunque chiesto lo stop immediato ai cantieri, sottolineando anche altre criticità: la presenza di cumuli di terre e rocce da scavo lungo gli argini del Fosso della Moletta e lo sbancamento del Lotto 1, che potrebbe aver compromesso eventuali rinvenimenti archeologici.
L’area in questione è particolarmente delicata, non solo per la vicinanza a zone sottoposte a vincolo della Campagna Romana, ma anche per la sua vulnerabilità idrogeologica.
Il Ministero della Cultura ha inviato la comunicazione ufficiale a Regione Lazio, Comune di Aprilia e Provincia di Latina, chiedendo di verificare lo stato dei lavori e l’esistenza delle necessarie autorizzazioni paesaggistiche e archeologiche.
Nel documento si richiede inoltre di accertare eventuali violazioni dell’articolo 146 del Codice dei beni culturali e di trasmettere alla Soprintendenza gli esiti dei controlli e i provvedimenti adottati.

La Polizia locale di Aprilia cosa fa?
Presso la discarica i lavori sono proseguiti anche nei giorni a seguire, con grossi movimenti di terra.
In seguito alle operazioni condotte all’interno dell’area si è alzato un grosso polverone che ha inondato alcune case vicine. Un uomo che vive al confine con la discarica è stato addirittura ricoverato al pronto soccorso dell’Ospedale di Aprilia con difficoltà di respirazione.
Su denuncia del Comitato c’è stato anche l’intervento della Polizia locale di Aprilia, intervenuta (stranamente) in due distinti momenti.
Un sorriso più radioso col "Trattamento illuminante" in un solo appuntamento
Non è chiaro però perché nella prima visita gli agenti non abbiano verbalizzato quanto affermato dai cittadini. Questi avevano fornito anche video a riprova di quanto affermato.
Eccone un esempio:
Nella visita del giorno seguente, invece, alla presenza di rappresentati della società interessata ai lavori (delegati a presenziare) gli agenti della Polizia locale di Aprilia hanno compiuto alcuni accertamenti, verbalizzando che i lavori avevano tutte le autorizzazioni.

Sollecitate le Commissarie di Aprilia ad intervenire
Per Fratelli d’Italia lo stop dichiarato dal Ministero della Cultura di Aprilia si tratta di un passaggio cruciale:
“Di fronte a una volontà tanto chiara, a tutela del nostro territorio e dei cittadini che ci vivono, esortiamo la commissione straordinaria che amministra il Comune di Aprilia a provvedere in modo tempestivo ed efficace al rispetto delle direttive del Ministero. È un atto dovuto e necessario per garantire la difesa ambientale del territorio, non a parole ma con atti concreti”.
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