Dopo l’abbattimento del Casale storico la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio del Ministero della Cultura ha chiesto alla Regione Lazio di bloccare i lavori della discarica ed accertarsi che siano state applicate le raccomandazioni che lo stesso Ministero aveva richiesto come condizione del proprio nulla osta.
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Raccomandazioni che però la Regione Lazio sembra aver completamente ignorato, visto che ha concesso le autorizzazioni alla società Frales senza tenere minimamente in conto quanto aveva richiesto la Soprintendenza.
La società Frales, forte delle sue autorizzazioni, procede intanto con il cronoprogramma della creazione della nuova discarica di Aprilia, compreso l’abbattimento dello storico casale.
Nuova discarica di Aprilia, un pasticcio tutto all’italiana
Per riassumere in breve:
la società Frales ha avviato i lavori per la creazione della nuova discarica di Aprilia nel sito di Sant’Apollonia; la società ha ottenuto tutte le autorizzazioni con apposita Conferenza dei servizi e Ok della Regione Lazio.
Il Comitato spontaneo di via Scrivia ha contestato la regolarità di tali autorizzazioni con azioni giudiziarie e di segnalazione al Ministero della Cultura, in riferimento all’abbattimento dello storico casale presente a Sant’Apollonia. Giovedì prossimo, 28 agosto, il Comitato ha invitato tutti a un sit-in davanti il Comune di Aprilia, dalle ore 16, dal tema “No alla discarica di Aprilia”.
Dalle tre Commissarie che governano Aprilia non arriva nessun segno che si stiano occupando della questione e, se lo stanno facendo nel segreto delle stanze comunali, la loro azione al momento è ininfluente.
La Polizia locale di Aprilia, più volte chiamata in causa, sembra schiacciata dalle responsabilità che una sua azione possa creare e si tutela con una funzione deresponsabilizzante di semplice ‘passacarte’. Non è chiaro se sia una posizione presa dal Comandante o se siano arrivate chiare istruzioni “dall’alto”.
I partiti politici locali fanno a gara ad appuntarsi medaglie sul petto, con comunicati e schermaglie che però non sembrano sortire alcun effetto a livello pratico sulle operazioni in corso presso la nuova discarica di Aprilia.
Diversi esponenti nazionali di partiti politici dell’area di centrosinistra hanno presentato interrogazioni e quant’altro sia a livello locale che allo stesso Governo (ma non hanno sortito alcun effetto).
Il Ministero della Cultura, che mette un vincolo solo subito dopo l’abbattimento del Casale storico e ora, tramite la Soprintendenza, prova ad alzare la voce e chiedere spiegazioni alla Regione Lazio del perché non sono state prese in considerazione le sue richieste.
La Regione Lazio (al momento) tace.
La verità è molto in alto, forse troppo
Ebbene, se non ci avete capito quasi nulla, non preoccupatevi, perché non siete i soli.
Noi de Il Caffè non facciamo gli imprenditori dei rifiuti, né i politici, né i dirigenti governativi. Possiamo scrivere le nostre interpretazioni di quanto sta realmente avvenendo (anche se non siamo liberi di scrivere tutto).
Quello che ci sentiamo di dire apertamente è che tutta la faccenda sembra un teatrino dei pupi: con il pubblico (i cittadini) a guardare e fare il tifo per le diverse marionette (i vari protagonisti) che si affrontano a spada tratta. Quello che non si vede, però, sono i fili e i pupari che li guidano. Loro sono sempre posizionati in alto, molto in alto.
Al di là delle metafore è nostro compito e nostra volontà cercare sempre di scoprire e riportare la verità dei fatti, sentendo possibilmente tutte le parti in causa.
Ci sembra giusto, quindi, a tal proposito riportare per intero quanto diffuso con un comunicato dalla società Frales, la diretta interessata alla messa in opera della nuova discarica di Aprilia.
La società Frales: “Abbiamo tutte le autorizzazioni”
Contrariamente a quanto sostenuto, nessuna sospensione è stata disposta. La richiesta del Ministero, infatti, è stata unicamente rivolta alla Regione Lazio per verificare la sussistenza delle autorizzazioni paesaggistiche, laddove necessarie. Solo in assenza di tali titoli sarebbe stato possibile sospendere i lavori.
Frales dispone di tutte le autorizzazioni richieste dalla legge: non esiste, quindi, alcun presupposto per interrompere l’attività di cantiere.
Sul fronte giudiziario, il TAR del Lazio ha respinto le istanze cautelari avanzate dai ricorrenti, confermando la piena validità ed efficacia delle autorizzazioni e stabilendo che i pareri ministeriali acquisiti nel procedimento non hanno natura vincolante e non possono determinare la sospensione dei lavori.
La decisione del Tribunale conferma che il progetto è conforme alle normative vigenti e che la società opera nel rispetto di tutte le procedure.
È stato inoltre definitivamente chiarito che il casale rurale demolito non era soggetto a vincolo paesaggistico né al momento dell’approvazione del progetto né al momento della demolizione.
Quanto al vincolo relativo alla Campagna Romana, questo è stato introdotto solo l’8 agosto 2025, successivamente al rilascio delle autorizzazioni.
La normativa è inequivocabile: i vincoli sopravvenuti non hanno efficacia retroattiva e non possono incidere su titoli già rilasciati.
Lo stesso provvedimento istitutivo del vincolo ha accolto le osservazioni presentate dalla Regione Lazio e da Frales, riconoscendo che le attività già autorizzate, compreso l’impianto di Sant’Apollonia, sono compatibili con la tutela paesaggistica.
Alla luce di tali elementi, il quadro è limpido: i lavori proseguono regolarmente, le autorizzazioni sono pienamente valide ed efficaci e nessun atto ufficiale sancisce un blocco dell’opera.
Le dichiarazioni che lasciano intendere il contrario sono prive di fondamento e ricadono nella piena responsabilità di chi le diffonde.
Frales ribadisce il proprio impegno per la trasparenza, la correttezza amministrativa e il rispetto del territorio, respingendo ogni tentativo di disinformazione e qualsiasi strumentalizzazione politica.
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