Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha infatti accolto il ricorso presentato da decine di cittadini – tra cui numerosi genitori e rappresentanti della comunità scolastica – contro il Piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche per l’anno scolastico 2025/2026, approvato dalla Regione Lazio il 23 dicembre 2024.
Al centro del contenzioso, l’aggregazione forzata tra l’Istituto tecnico “Arturo Bianchini” e l’Istituto professionale “A. Filosi” di Terracina.
Ma tra i temi toccati dalla sentenza, di particolare rilievo risulta la conferma degli indirizzi scolastici ad Aprilia, oggetto anch’essi di discussione durante l’iter approvativo del piano regionale.
Aprilia, una battaglia vinta per la continuità dell’offerta formativa
La decisione del TAR del Lazio ha indirettamente confermato la validità delle richieste avanzate dagli istituti superiori di Aprilia, che avevano chiesto di attivare nuovi indirizzi di studio per rispondere alle esigenze del territorio.
Nello specifico, l’IIS “Carlo e Nello Rosselli” aveva richiesto l’attivazione del percorso di istruzione per adulti di II livello – Indirizzo Servizi Socio Sanitari, mentre il Liceo Statale “Meucci” aveva proposto l’attivazione del nuovo indirizzo di Liceo Artistico – Design.
Durante le sedute della Conferenza regionale permanente, queste richieste avevano ricevuto pareri contrastanti, in particolare da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR) per il Lazio e da alcuni sindacati, che avevano sollevato dubbi sulla disponibilità di laboratori e sul rispetto delle linee guida regionali.
Tuttavia, la Provincia di Latina aveva espresso parere favorevole, confermando che le strutture scolastiche di Aprilia erano adeguate e dotate delle risorse necessarie.
La sentenza del TAR, pur non intervenendo direttamente sulle richieste di nuovi indirizzi, conferma la centralità del ruolo degli enti territoriali – in questo caso la Provincia di Latina – nelle decisioni sul dimensionamento scolastico, e censura duramente l’atteggiamento della Regione Lazio, accusata di non aver rispettato le regole procedimentali e di non aver motivato adeguatamente le scelte imposte dall’alto.
Una bocciatura della Regione Lazio
Il TAR del Lazio ha accolto il ricorso con una motivazione chiara: la Regione Lazio ha agito in violazione dell’iter previsto dalla normativa, ignorando il parere obbligatorio della Conferenza regionale permanente su una parte sostanziale del piano e imponendo modifiche alla rete scolastica – come l’aggregazione forzata di istituti – senza il necessario coinvolgimento delle amministrazioni locali.
La Provincia di Latina, infatti, aveva già segnalato formalmente l’intenzione di non procedere ad alcuna riduzione delle autonomie scolastiche, ritenendo che “per tutte le scuole di competenza provinciale, anche se a rischio, sussistono ragioni geografiche, di formazione e strategiche che ne sconsigliano il dimensionamento”.
Il giudice amministrativo ha quindi ritenuto non valido il piano approvato dalla Regione Lazio, sottolineando anche la “sostanziale incompletezza istruttoria” e il “deficit motivazionale” che hanno caratterizzato il provvedimento.
È stato così annullato il piano stesso e i successivi atti di attuazione da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale, fatto salvo il potere dell’Amministrazione di adottare nuovi provvedimenti entro l’inizio del nuovo anno scolastico, purché nel rispetto delle norme.
Cosa cambia per Meucci e Rosselli
Per Aprilia, la sentenza del TAR è una notizia positiva.
Di fatto, restano salvi sia gli attuali assetti organizzativi degli istituti cittadini sia le richieste di ampliamento dell’offerta formativa già avanzate per il 2025/2026.
In particolare:
- Il Liceo Meucci, che aveva chiesto l’attivazione del nuovo indirizzo artistico – design, può ora sperare in una rivalutazione della proposta, visto che la decisione di rigetto del piano include anche un invito a riesaminare le domande con maggiore trasparenza e partecipazione degli enti coinvolti.
- L’IIS Rosselli, con la proposta per il corso serale socio-sanitario, potrà ripresentare la richiesta in un contesto ora più favorevole, data l’accertata illegittimità del piano precedente.
Un precedente importante
La sentenza rappresenta anche un importante precedente per tutte le scuole del Lazio, chiamando le amministrazioni a garantire una programmazione realmente partecipata, che tenga conto delle esigenze delle comunità scolastiche e dei territori.
In attesa di un eventuale nuovo piano, resta confermata, per ora, la continuità dell’offerta scolastica ad Aprilia e la possibilità concreta di sviluppo per i suoi istituti, senza accorpamenti forzati né cancellazioni di indirizzi.
























