Le ultime misurazioni, effettuate dall’associazione Grottaferrata Sostenibile guidata da Giancarlo Della Monica, Delegato alla Sostenibilità del Comune di Grottaferrata, hanno registrato un nuovo calo di 9 centimetri in appena venti giorni.
Il livello complessivo è ora sceso a meno 104 centimetri rispetto alla quota zero di circa due anni e mezzo fa, superando così la soglia simbolica del metro.
Un dato che purtroppo conferma un abbassamento costante e difficilmente reversibile.
Il confronto con i rilievi del teleidrometro AUBAC (attivo da settembre 2023), installato da circa due anni, rafforza la gravità della situazione: anche questo strumento ha registrato una perdita di 94 centimetri, in linea con i dati raccolti dall’associazione.

Vedi direttamente i dati del Teleidrometro dell’Autorità di Bacino: CLICCA QUI.
Prelievi Acea al lago Albano senza regole e senza compensazioni
Oltre agli effetti del cambiamento climatico, la pressione principale arriva dai prelievi idrici costanti operati da Acea.
La società di proprietà del Comune di Roma attinge dal lago e dalla falda circostante H24 acqua dalle sponde del lago, con il pozzo Sforza Cesarini, per rifornire undici comuni dei Castelli Romani: Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Colonna, Frascati, Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Palestrina, Rocca Priora, Zagarolo e, più recentemente, anche Rocca di Papa.
Un sistema che funziona senza interruzioni, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.
Secondo i rilievi diffusi, non emergono soglie massime autorizzate né sistemi di compensazione.
La mancanza di controlli e di un piano sostenibile sta determinando una continua emorragia idrica, sollevando dubbi sulla capacità del bacino di resistere ancora a lungo.
La questione arriva in Parlamento grazie al senatore Silvestroni
L’allarme per il Lago Albano non è più un tema locale. Il senatore Marco Silvestroni di Albano di recente ha presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo chiarimenti urgenti al Ministro dell’Ambiente e al Ministro delle Infrastrutture.
L’obiettivo è aprire un confronto nazionale sulla gestione idrica dei Castelli Romani, con misure concrete per fermare l’emergenza.
Ma mentre la politica avvia i primi dibattiti, i dati scientifici registrano un trend costante e preoccupante. Ogni giorno di attesa corrisponde a una nuova perdita che avvicina il lago a un punto di non ritorno.

30 agosto ore 21,00 via alla ‘Lucciolata’, cittadini al lago di Nemi: “Stop ai prelievi Acea”
In attesa di risposte istituzionali, i cittadini hanno scelto di agire.
Sabato 30 agosto alle ore 21,00 si svolgerà una grande Lucciolata, lungo le sponde del Lago di Nemi, iniziativa simbolica che richiama anche la sorte del Lago Albano.
Il corteo partirà dal Museo delle Navi per raggiungere l’Ex Fiocina e poi tornare indietro, illuminando il lago con centinaia di luci portate dai partecipanti.
La mobilitazione, organizzata da comitati e associazioni locali, vuole inviare un segnale forte e visibile alle autorità: non c’è più tempo da perdere. La difesa dei laghi deve diventare una priorità assoluta.

Le richieste dei cittadini
Le rivendicazioni della mobilitazione sono nette.
Stop ai prelievi di Acea dalla falda, restituzione della gestione idrica ai comuni, blocco alla cementificazione e protezione dei boschi.
Tra le urgenze c’è anche la riduzione delle perdite della rete idrica, che a Nemi arrivano fino al 77%, e il contrasto ai pozzi abusivi che aggravano la situazione.
La difesa della fauna lacustre e la tutela di un ecosistema sempre più fragile si accompagnano alla contrarietà a nuovi impianti impattanti, come l’inceneritore in progetto, ritenuto pericoloso per le già ridotte risorse idriche e per l’ambiente circostante.
Un futuro incerto, una sfida urgente per il laghi dei Castelli Romani
Il prossimo autunno e il prossimo inverno saranno decisivi per capire se il Lago Albano e gli altri bacini dei Castelli Romani potranno avviare un recupero.
Senza un piano d’urgenza e senza una gestione sostenibile, la prospettiva è quella di un progressivo collasso.
L’appello è condiviso da cittadini, comitati e istituzioni locali: dichiarare lo stato di emergenza ambientale e intervenire subito.
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