Società a cui nel novembre 2021 era stato negato il permesso a costruire un fabbricato destinato ad abitazioni.
Il diniego poggiava su due motivi principali: incompatibilità con la destinazione urbanistica dell’area e necessità di un parere preventivo della Soprintendenza, trattandosi di zona soggetta a vincolo paesaggistico.
Torvaianica, il ricorso e la battaglia legale
La società immobiliare, convinta dell’illegittimità del provvedimento, aveva avviato un lungo contenzioso nel 2022 che si è concluso solo ora.
Nel ricorso venivano contestati errori procedurali e sostanziali: dal presunto fraintendimento sulla destinazione dei terreni, fino alla presunta violazione delle garanzie partecipative previste dalla legge.
Il Comune di Pomezia, costituitosi in giudizio, ha difeso con fermezza la propria decisione fino a giugno scorso, ribadendo la necessità di preservare il territorio da costruzioni considerate incompatibili con i vincoli paesaggistici.
La svolta del 2025
Dopo anni di schermaglie legali, la vicenda si è chiusa con un colpo di scena.
Alla vigilia della decisione del TAR del Lazio, il 12 giugno, la società ricorrente ha comunicato di non avere più interesse a portare avanti il processo.
Motivo: è stato presentato – così spiega la società stessa ai giudici – un “nuovo e diverso progetto” riguardante la stessa area.
Una mossa che apre interrogativi su quale sia la reale portata della nuova proposta edilizia e su come verrà valutata dall’amministrazione comunale di Pomezia.
Il peso della politica pometina su Torvaianica
Quando arrivò il primo “No” dell’ente, Pomezia era guidata dall’ex sindaco Adriano Zuccalà. Oggi, invece, la città ha un nuovo volto politico: Veronica Felici. L’avvicendamento potrebbe aprire scenari inediti sul fronte urbanistico ed edilizio.
La decisione di puntare su un progetto alternativo da parte della società immobiliare sembra inserirsi proprio in questo contesto, lasciando intravedere il tentativo di giocare nuove carte con un’amministrazione diversa da quella che aveva chiuso la porta al primo progetto.
L’ombra del progetto “misterioso”
Il Tribunale ha preso atto della rinuncia della società, dichiarando improcedibile il ricorso e compensando le spese di giudizio tra le parti.
Ma la questione non si chiude qui. Restano dubbi e curiosità sul contenuto del nuovo piano edilizio: non se ne conoscono ancora i dettagli, né si sa quale sarà l’impatto su Torvaianica, già segnata da trasformazioni urbanistiche spesso eccessive.
L’impressione è che la vicenda rappresenti soltanto l’inizio di un capitolo diverso, in cui il confronto tra interessi privati e tutela del territorio tornerà inevitabilmente al centro del dibattito cittadino.
Un segnale per il futuro
La sentenza, pur non entrando nel merito della controversia, conferma che il controllo sugli interventi edilizi resta serrato, soprattutto nelle aree vincolate.
Al tempo stesso, il nuovo progetto annunciato dalla società immobiliare apre una fase di incertezza, in cui le scelte dell’amministrazione comunale saranno decisive per capire se la linea del rigore sarà mantenuta o se emergerà una visione diversa e più ‘ampia’ dello sviluppo urbano.
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