Alcune opere realizzate all’interno della struttura sarebbero infatti difformi dal titolo edilizio originario.
La questione non riguarda tanto la gestione commerciale, quanto la regolarità urbanistica e paesaggistica delle modifiche apportate nel tempo.
Genzano, pronto a sanare il suo chiosco bar
Il Comune di Genzano, in una brevissima nota che ha pubblicato, ha richiamato l’articolo 167 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, che disciplina la compatibilità paesaggistica di interventi edilizi eseguiti senza le dovute autorizzazioni o con difformità.
La norma prevede la possibilità di sanare irregolarità a determinate condizioni, purché non si tratti di trasformazioni irreversibili o dannose per il contesto tutelato.
Nel caso del chiosco, il procedimento punta proprio a verificare se le opere possano essere ricondotte entro i limiti di legge.
L’iniziativa del Comune di Genzano
La richiesta formale di parere di compatibilità è stata avanzata dal dirigente dell’Area Tecnica, architetto Gianluca Barbato.
L’obiettivo è regolarizzare la situazione attraverso gli strumenti previsti dalla legge, evitando di lasciare irrisolti elementi che potrebbero, in futuro, generare contenziosi o bloccare la piena fruizione del bene comunale.
Una presa di posizione che mostrerebbe la volontà dell’amministrazione di Genzano di non chiudere un occhio davanti a difformità edilizie, anche quando riguardano immobili di sua proprietà.
Un bene pubblico da salvaguardare
Il chiosco di via Veneto non è solo un esercizio commerciale, ma anche un punto di aggregazione collocato in un’area centrale e frequentata.
La sua regolarità urbanistica e paesaggistica assume quindi un valore simbolico: garantire che gli immobili comunali rispettino la normativa significa rafforzare la credibilità delle istituzioni e ribadire il principio che il rispetto delle regole vale per tutti.
Il percorso amministrativo
L’iter avviato dal Comune di Genzano seguirà le procedure previste dalla legge, con la valutazione della compatibilità paesaggistica da parte degli organi competenti.
Saranno verificati materiali, dimensioni, modalità costruttive e l’impatto delle opere sul contesto urbano. Qualora emerga che le difformità non compromettono la tutela del paesaggio, potrà essere rilasciata una regolarizzazione ufficiale. In caso contrario, scatterebbero obblighi di ripristino.
Il messaggio ai cittadini
Con l'implantologia computer guidata, alternativa meno invasiva alla classica
Al di là dei tecnicismi, il segnale che arriva da Palazzo comunale di Genzano è netto: anche le strutture pubbliche devono adeguarsi alle regole.
La decisione di avviare il procedimento mostra l’intenzione di sanare irregolarità e di allineare la gestione del patrimonio cittadino ai principi di trasparenza e legalità.
Un passo che non riguarda solo il chiosco-bar, ma che può fare scuola per altre realtà simili presenti sul territorio.
Una vicenda emblematica
La storia del chiosco “Oasi” diventa così un caso emblematico di come le amministrazioni locali possano affrontare le piccole irregolarità edilizie che si accumulano nel tempo. Piuttosto che ignorarle, l’approccio scelto dal Comune di Genzano è quello di metterle nero su bianco e procedere con le verifiche necessarie. Un modo per rafforzare il senso civico e dimostrare che la legalità parte dal rispetto delle norme più concrete e visibili.
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