Il Comune di Ariccia ha ufficialmente dato il via libera a un progetto di riconversione – almeno temporanea, almeno parziale – che trasformerà il circuito in un centro sportivo dedicato al ciclismo.
Un passaggio comunque epocale che segna la fine di un’era e l’inizio di una nuova stagione per lo sport cittadino.
Ariccia, la concessione: un comodato a titolo gratuito
La decisione arriva con un atto formale, la Determina dirigenziale n. 992 dell’11 agosto 2025, che concede in comodato d’uso gratuito parte dell’area alla A.S.D. Piesse Cycling Team di Ciampino.
Niente canoni o affitti, ma un impegno preciso: vigilanza, custodia e manutenzione ordinaria dell’impianto. Un modello che punta sulla valorizzazione sociale e sportiva del bene pubblico, piuttosto che sulla sua redditività economica.
Una scelta che rompe con la logica del profitto per sposare un interesse superiore: dare nuova vita a un’area dimenticata, restituendola alla collettività.
Una scuola di ciclismo nel cuore di Vallericcia
Il progetto non si limita alla semplice riapertura dell’impianto.
L’obiettivo è più ambizioso: creare una vera e propria scuola di ciclismo su strada, riconosciuta ufficialmente dalla Federazione Ciclistica Italiana.
Il tracciato che un tempo ospitava le gare dei motori diventerà palestra di allenamento per giovani promesse, luogo di aggregazione sportiva e incubatore di nuove generazioni di ciclisti.
Un cambio di destinazione che trasforma il vecchio circuito in un laboratorio di sport e disciplina, destinato a crescere con il supporto delle istituzioni e delle famiglie.
Gli orari e la gestione dell’impianto
L’utilizzo dell’ex kartodromo sarà regolamentato con precisione: dal lunedì alla domenica, dalle 15 alle 20. Cinque ore al giorno dedicate all’attività sportiva, con la responsabilità affidata interamente al team ciclistico di Ciampino.
L’associazione dovrà garantire apertura e chiusura, custodia e sorveglianza, oltre a prendersi carico delle spese di manutenzione.
Una gestione “chiavi in mano” che libera l’amministrazione comunale da costi aggiuntivi, pur mantenendo la titolarità del bene.
La logica dell’interesse pubblico
Alla base della scelta c’è un principio giuridico consolidato: un bene pubblico può essere concesso gratuitamente se il suo utilizzo persegue un interesse collettivo superiore al mero ritorno economico.
In questo caso, l’amministrazione di Ariccia ha ritenuto che la promozione dello sport e la riqualificazione dell’area rappresentino un valore più alto della semplice rendita finanziaria.
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Un orientamento che trova riscontro anche nella giurisprudenza, e che segna un cambio di rotta rispetto a un passato in cui la redditività era spesso il metro di giudizio unico.
Dalla marginalità al rilancio territoriale
L’ex kartodromo di Vallericcia rischiava di restare un relitto urbano, una struttura dimenticata e senza funzione.
Con questa operazione, invece, il Comune di Ariccia punta a restituire centralità a un’area rimasta ai margini.
La scelta di affidarla a un’associazione sportiva no profit rafforza l’idea di un rilancio basato sulla partecipazione e sull’inclusione, anziché sull’interesse privato.
Un modello che potrebbe diventare apripista per altre aree comunali in stato di abbandono.
Il patto tra Comune di Ariccia e associazione
Il contratto di comodato d’uso, valido per un anno, stabilisce una forma di collaborazione chiara: l’amministrazione garantisce l’area, l’associazione si occupa della gestione e della manutenzione.
Un patto che non genera profitti ma produce benefici diffusi: nuove opportunità per i giovani, una struttura riqualificata e un presidio costante sul territorio.
Un equilibrio delicato, che dovrà dimostrare la sua efficacia nel tempo e nella capacità di attrarre interesse sportivo e sociale. Il contratto prevede, in ogni caso, la possibilità di rinnovo.
Un progetto con potenzialità enormi
Se il modello funzionerà, il futuro dell’ex kartodromo potrebbe andare ben oltre quindi la scuola di ciclismo.
L’area potrebbe ospitare eventi sportivi, raduni, manifestazioni giovanili e attività di promozione territoriale.
Una risorsa strategica che, se ben gestita, può diventare polo di riferimento non solo per Ariccia, ma per tutto il quadrante dei Castelli Romani.
La sfida ora è trasformare questa intuizione in una realtà viva e pulsante, capace di attrarre e valorizzare un patrimonio che rischiava di restare invisibile.
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