La gestione degli impianti sportivi comunali, quindi pubblici, naviga in acque agitate: affidamenti scaduti, proroghe infinite, procedure di gara mai avviate.
Questo, almeno, è quanto scrivono 12 consiglieri comunali di opposizione che hanno chiesto un Consiglio straordinario per chiedere all’Amministrazione di invertire la rotta.
Una situazione che – sempre secondo l’opposizione – stride con i principi di trasparenza e legalità, lasciando società sportive, sportivi e cittadini nell’incertezza.
Lo sport, da sempre presidio di crescita sociale e coesione, si ritrova a fare i conti con la presunta inerzia politica e con la presunta mancanza di scelte chiare dell’Amministrazione.
12 firme per la svolta dei Centri sportivi di Albano: serve un bando
15 consiglieri comunali hanno deciso di rompere il silenzio.
I firmatari compongono un fronte ampio e trasversale: Cascella, Moresco, Cuccioletta, Ferrarini, Nobilio, Orciuoli, Guglielmino, Giorgi, Faccia, Luci, Santilli e Nardi. Una pressione politica che non può essere ignorata, dall’Amministrazione Borelli. Il segnale è inequivocabile: la città chiede risposte.
Una scelta politica forte, quella dell’opposizione, che mette il sindaco Massimiliano Borelli e il presidente del Consiglio Nicola Marini di fronte alle proprie responsabilità.
Non si tratta di un dettaglio amministrativo, ma di un tema cruciale per l’identità stessa della città. Che coinvolge gli impianti sportivi comunali situati in centro, a Cecchina e Pavona.
La Polisportiva scomparsa
Le richieste da dibattere in Consiglio sono, però, anche altre.
Un altro nodo centrale del Consiglio straordinario, appena richiesto, è difatti l’assenza della Polisportiva comunale.
Questo organismo in passato aveva garantito coordinamento e promozione delle attività, oggi non esiste più.
Secondo i consiglieri d’opposizione le società sportive del territorio si trovano così prive di un punto di riferimento, senza strumenti di dialogo con l’Amministrazione e senza una visione condivisa.
Una mancanza che si traduce in disordine, frammentazione e perdita di opportunità. I consiglieri chiedono di valutare la sua ricostituzione.
L’Albalonga in esilio
Un altro caso eclatante che dovrà essere affrontato in Consiglio, riguarda la squadra di calcio cittadina, l’Albalonga, costretta a disputare le proprie partite casalinghe a Roma, nell’impianto di San Basilio-Roma.
Una ferita simbolica e concreta. L’assenza dello stadio comunale come sede ufficiale non è solo un problema sportivo, ma un colpo durissimo per l’immagine della città, per il tessuto sociale e per l’economia locale.
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