Non solo immondizia ordinaria, ma anche rifiuti elettronici (RAEE), tessili, ingombranti e perfino batterie pericolose.
Un impianto da quasi 10mila metri quadrati che, secondo i documenti ufficiali della Regione Lazio, sarà in grado di movimentare ogni giorno fino a 90 tonnellate di materiali, di cui una quota significativa classificata come pericolosa.
Il progetto porta la firma della società B. & C. E. Office srl, con sede a Roma, che ha ottenuto il via libera per la realizzazione e gestione dell’impianto in via Cuba 1, nella zona industriale di Pomezia.

L’iter autorizzativo
L’autorizzazione arriva al termine di un procedimento iniziato nel 2023, con la presentazione della prima istanza, e concluso nell’agosto 2025 con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.
In mezzo, una giungla di passaggi amministrativi: verifiche tecniche, richieste di integrazioni, pareri della Città Metropolitana, dell’ASL Roma 6, dell’ARPA Lazio e persino dei Vigili del Fuoco.
La svolta si è avuta con la pronuncia di “esclusione dalla Valutazione di Impatto Ambientale con prescrizioni”, arrivata nel dicembre 2024.
In pratica, l’impianto non è stato sottoposto a una VIA-Valutazione di Impatto Ambientale completa, ma dovrà rispettare una serie di condizioni stabilite dalla Regione Lazio.
Dentro il nuovo deposito
Il cuore dell’impianto sarà un capannone industriale di 970 metri quadrati, affiancato da una palazzina uffici di 172 metri quadrati.
Qui avverranno tutte le operazioni di stoccaggio, movimentazione e selezione dei rifiuti, con l’ausilio di carrelli elevatori e sistemi di raggruppamento.
L’impianto potrà gestire fino a 6.500 tonnellate di rifiuti pericolosi all’anno (in particolare apparecchiature elettroniche e batterie) e 15.800 tonnellate di rifiuti non pericolosi (come tessili e ingombranti).
Le attività saranno rigorosamente manuali: smistamento, separazione dei materiali, riconfezionamento.
Nessuna operazione di trattamento complesso o riutilizzo: tutto finirà per essere destinato ad altri siti autorizzati per il recupero o lo smaltimento definitivo.
Rifiuti elettronici, tessili e materassi
Particolare attenzione sarà dedicata ai rifiuti elettronici (RAEE), categoria che comprende televisori, computer, frigoriferi, piccoli elettrodomestici.
Qui saranno accumulati, divisi e ricollocati in cassoni scarrabili e semirimorchi, pronti per la successiva destinazione.
Non mancheranno i rifiuti tessili, che verranno separati manualmente per colore e tipologia, e soprattutto i materiali ingombranti come materassi, poltrone e divani.
Questi ultimi verranno letteralmente smontati a mano: tagliati con forbici per separare tessuti, plastiche e metalli, in un lavoro di cernita che somiglia più a un laboratorio artigianale che a una discarica.
Il nodo delle batterie pericolose
Uno dei capitoli più delicati riguarda le pile e gli accumulatori, compresi quelli classificati come pericolosi.
Per questo flusso l’impianto avrà una linea dedicata, con una capacità annua di 200 tonnellate di deposito preliminare e ulteriori 300 tonnellate in messa in riserva.
I contenitori saranno raggruppati e movimentati con pallet, senza operazioni di smontaggio complesso.
La società ha escluso l’ingresso di batterie al piombo esauste o contenenti acidi, ma resta il fatto che si tratta di una fra le categorie di rifiuti più sensibili dal punto di vista ambientale, tanto che proprio l’inserimento delle batterie pericolose aveva reso obbligatoria la procedura regionale ex art. 208.
Sicurezza e controlli
Secondo le relazioni tecniche depositate, l’impianto non dovrebbe generare emissioni diffuse significative all’esterno.
Le attività si svolgeranno quasi tutte dentro il capannone, mentre il piazzale asfaltato dovrebbe limitare le dispersioni di polveri. Il traffico previsto sarà contenuto: pochi mezzi pesanti al giorno, con velocità ridotta a 20 km/h.
Ma il controllo sarà fondamentale. La Regione Lazio ha chiarito che l’autorizzazione è vincolata al rispetto di prescrizioni stringenti, con l’obbligo per gli enti competenti di vigilare e segnalare eventuali inadempienze.
Un colosso da 22mila tonnellate
In sintesi, Pomezia ospiterà un gigante dei rifiuti, capace di stoccare in modo istantaneo fino a 360 tonnellate di materiali fra pericolosi e non pericolosi e di movimentare ogni anno quasi 22mila tonnellate di immondizia.
Un impianto che, pur presentato come soluzione moderna e organizzata, inevitabilmente solleva interrogativi sulla sostenibilità ambientale e sulla convivenza con le aree residenziali limitrofe.
Il progetto è ormai approvato. Adesso, la vera partita si gioca sul terreno dei controlli, della trasparenza e del rispetto delle prescrizioni.
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