Ora l’attenzione si sposta su un manufatto privato situato in via Grotte dello Stinco.
Un sopralluogo della Polizia Locale di Frascati ha infatti rilevato la presenza di lastre in materiale assimilabile a eternit, a copertura di una rimessa rettangolare adiacente a una villa.
Ordinanza urgente della Sindaca di Frascati
Alla luce delle risultanze degli accertamenti, il primo cittadino Francesca Sbardella ha emesso un’Ordinanza per eliminare qualsiasi rischio connesso all’esposizione di materiali in amianto.
Il documento impone al proprietario dell’immobile di intervenire tempestivamente, predisponendo un piano di messa in sicurezza e di bonifica, nel pieno rispetto delle normative nazionali e regionali. La salute collettiva viene messa al centro, considerata bene supremo da tutelare senza compromessi.
I tempi stringenti della bonifica
Il proprietario della rimessa dovrà agire entro 45 giorni dalla notifica. Un termine tassativo che non ammette proroghe.
Le prescrizioni sono precise: valutazione del rischio con l’algoritmo regionale “Amleto”, piano di controllo e manutenzione, corretta segnalazione dei materiali contaminati, designazione di un responsabile delle attività e soprattutto affidamento dei lavori a una ditta autorizzata.
Tutto dovrà essere certificato e comunicato alla Polizia Locale e alla ASL Roma 6. Solo così si potrà dichiarare eliminato ogni pericolo per la comunità.
Il ruolo decisivo della prevenzione
Il provvedimento della Sindaca non nasce nel vuoto.
È il frutto di un lavoro di coordinamento tra Polizia Locale, uffici tecnici e ASL, che hanno ritenuto inevitabile applicare le più rigide normative di settore.
La prevenzione è infatti l’unica arma efficace contro l’amianto, sostanza subdola e silenziosa, capace di rilasciare fibre dannose anche in assenza di danni visibili alle strutture.
Da qui la necessità di controlli, certificazioni e monitoraggi annuali che garantiscano un quadro costantemente aggiornato della situazione.
Un territorio già segnato da precedenti allarmi
Il terreno in questione non è nuovo a problematiche ambientali. Già in passato, con l’ordinanza n. 181 del 2023, erano state imposte misure di messa in sicurezza.
Ora la storia si ripete, a conferma di una criticità che continua a riaffiorare e che non può più essere sottovalutata. Frascati si trova così a dover affrontare ancora una volta l’eredità tossica di materiali che avrebbero dovuto essere rimossi da decenni.
Sanzioni severe per chi non si adegua
Il messaggio dell’amministrazione è netto: nessuna tolleranza per chi non rispetta le prescrizioni.
Le sanzioni previste vanno dalle multe amministrative fino alla segnalazione all’autorità giudiziaria, qualora l’inottemperanza configuri un reato.
Una linea dura che vuole dissuadere ogni tentativo di sottovalutazione del problema. Perché l’amianto, anche se nascosto in una rimessa privata, resta un nemico invisibile e potenzialmente letale.
La bonifica non è solo un obbligo legale, ma un atto di civiltà e di rispetto verso i cittadini.
La vicenda della rimessa di via Grotte dello Stinco si aggiunge a una lista di emergenze ambientali che richiedono risposte rapide e risolute.
La strada è tracciata: solo la rimozione definitiva di ogni traccia di amianto potrà restituire sicurezza e serenità a un territorio che non può più permettersi di convivere con questo spietato killer silenzioso.
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