Si tratta degli stabilimenti balneari in capo alle società Cuba libre, Oasi beach e Paloma, rispettivamente le aree date in concessione denominate ex Pomezia 4, 15 e 37/bis.
L’amministrazione comunale di Pomezia ha disposto un ordine chiaro e inequivocabile: demolizione delle opere abusive e ripristino immediato dello stato dei luoghi entro 30 giorni. Nessuna proroga, nessun compromesso.
Una decisione che rappresenta un segnale forte contro chi, secondo il Comune di Pomezia, ha piegato le regole a proprio favore occupando spazi pubblici senza autorizzazioni.
Torvaianica, gli abusi contestati agli stabilimenti dal Comune di Pomezia
Secondo le verifiche condotte dagli uffici comunali, le irregolarità a vario titolo sarebbero numerose e di notevole impatto.
Nei terreni demaniali e nelle aree in concessione sono stati rinvenuti impianti di prelievo e distribuzione dell’acqua, con sistemi interrati e non interrati realizzati senza titolo.
Accanto a questi, cablaggi elettrici installati in modo precario, con cavi alla vista e tratti interrati mai autorizzati.
Un quadro che descrive una gestione non conforme delle aree pubbliche, dove ciò che dovrebbe essere temporaneo e regolamentato si è trasformato in un intricato sistema di strutture permanenti.
Rifiuti e stoccaggi illeciti
Non meno grave la presenza di aree adibite a deposito materiali.
Cumuli di residui, strutture di smontaggio mai rimossi, giacevano sia sulle zone demaniali sia su quelle private confinanti.
Una situazione che, oltre a violare le regole, deturpa il paesaggio costiero, trasformando tratti di spiaggia e aree limitrofe in spazi di accumulo degradati.
La costa, invece di mostrarsi nella sua naturale bellezza, si è ritrovata segnata da un’impronta di incuria e approssimazione.
Cartelloni e insegne fuorilegge
Come se non bastasse, le verifiche hanno fatto emergere la presenza di insegne pubblicitarie collocate nei pressi della strada provinciale.
Pannelli e cartelloni comparsi senza alcuna autorizzazione, piazzati in aree in cui la normativa vieta espressamente l’installazione.
Anche questo dettaglio, apparentemente minore, contribuisce a delineare un quadro di violazioni sistematiche, con l’occupazione e la trasformazione degli spazi pubblici a esclusivo vantaggio dei privati.
Ordine di demolizione
Il Comune di Pomezia ha quindi imposto un provvedimento drastico: tutte le opere realizzate senza titolo abilitativo dovranno essere abbattute senza indugi.
Gli stabilimenti coinvolti sono stati intimati a rimuovere ogni elemento abusivo, dalle strutture di servizio agli impianti, restituendo le aree al loro stato originario.
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L’amministrazione ha chiarito che non vi sarà spazio per rinvii né possibilità di sanatorie, perché la tutela del demanio rappresenta un principio non negoziabile.
Una svolta sul controllo del territorio
La scelta di colpire duramente questi tre stabilimenti non è un episodio isolato, ma si inserisce in una più ampia azione di contrasto agli abusi sul litorale.
Il Comune di Pomezia sembra aver intrapreso una strada di rigore e legalità, pronta a restituire le spiagge alla collettività e a difendere il bene comune.
Un segnale che mette in guardia chiunque pensi di poter aggirare regole e concessioni: il tempo delle tolleranze è finito.
Difesa del paesaggio costiero
Torvaianica, con le sue spiagge ampie e frequentatissime, non è soltanto una meta turistica, ma un patrimonio ambientale e paesaggistico di valore inestimabile.
Le azioni del Comune di Pomezia puntano a preservare questa identità, riportando ordine e legalità laddove si erano insinuate distorsioni e abusi.
L’obiettivo dichiarato è semplice e al tempo stesso ambizioso: restituire alla costa la sua dignità, liberandola da tutto ciò che ne ha deturpato l’immagine.
Le 3 società hanno la possibilità di opporsi presentando entro 60 giorni di tempo il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio.
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