Il debito della Ecoimballaggi col Comune di Aprilia
Nel marzo 2021, l’Ufficio Tributi del Comune di Aprilia aveva presentato istanza di ammissione al passivo fallimentare per un totale di 75.604 euro, cifra derivante da mancati pagamenti di IMU (annualità 2016-2018) e TARI (2014-2019).
La richiesta era composta da 35.133 euro come credito chirografario e 40.470 euro come credito privilegiato.
Alla verifica dei crediti, però, la cifra riconosciuta dal curatore fallimentare si è drasticamente ridotta: solo 33.228 euro (23.824 in privilegio e 9.403 in chirografo).
Secondo il progetto di stato passivo, infatti, le annualità 2014 e 2015 della TARI sarebbero ormai prescritte, mentre per il 2019 l’importo è stato ridotto in seguito al sequestro preventivo del sito aziendale.
Il Comune di Aprilia ha contestato questa impostazione, ribadendo la validità della notifica degli avvisi di accertamento, ma il 27 marzo 2025 è arrivata la conferma: il credito ammesso resterà quello ridimensionato dal curatore. Per questo motivo l’Ufficio Tributi ha deciso di proporre ricorso.
Una ferita aperta per la città
Oltre al danno economico, la vicenda lascia in eredità un problema ben più grave: il sito di Ecoimballaggi, da anni sequestrato, è tuttora un’enorme bomba ecologica.

All’interno dei capannoni e delle aree di stoccaggio si trovano ancora tonnellate di rifiuti pericolosi e speciali, che rappresentano una minaccia costante per l’ambiente e la salute pubblica.
Mentre la giustizia fallimentare discute sulle briciole da spartire tra i creditori, resta irrisolta la questione più pesante: chi e quando si farà carico della bonifica?
Il ricorso del Comune di Aprilia potrà forse recuperare qualche migliaio di euro in più. Ma di fronte all’enorme problema ambientale che grava ancora sull’area, quella cifra appare poco più che spiccioli.
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